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«Non servono eroi,
ma cittadini modello»

ASCOLI - L'avvocato penalista ascolano Nazario Agostini sulla situazione che sta vivendo l'Italia: «Se l’emergenza divenisse metodo di governo, sarebbe la fine della nostra civiltà»
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«Assistiamo alla privazione della libertà e “baciamo le nostre catene”, reclamando sorveglianza tecnologica, per la paura di morire. Si impone di non indulgere a questa angoscia, recuperando intelligenza pratica e buon senso».

Nazario Agostini

Inizia così l’intervento dell’avvocato ascolano Nazario Agostini che esprime il suo pensiero in questi duri giorni di forzata quarantena casalinga per quasi tutti gli italiani. «Non possiamo dirci eroi – prosegue – perché stiamo chiusi in casa. Ci siamo solo consegnati ad un governo “scientocratico” che, decretando lo stato di eccezione, ci ammannisce sicurezza. Il paradosso aiuta a comprendere. Se l’emergenza divenisse metodo di governo, sarebbe la fine della nostra civiltà. E’ già morto, l’uomo che, spoliticizzandosi, si lasci ad nutum, eterodeterminare dall’ O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità, ndr). Non esiste vita senza libertà di muoversi, di lavorare, contestualmente perdendo ogni senso di solidarietà. Siamo monadi in clausura impegnati nell’ unica guerra esistente che è quella contro improbabili significativi untori individuati in runners e padroni di cani. Non sono questi i nemici dell’umanità, per quanto dissennati vogliano essere. Mi preoccupa assai più il distanziamento sociale. La morte fa parte della vita e bisogna accettarne il rischio. Sono statisticamente prevedibili le morti sul lavoro o quelle da incidenti aerei, ferroviari o stradali ma nessuno si è mai sognato di fronteggiarli inibendo tout court il lavoro e la circolazione. Iatture siffatte, come è, vieppiù, per i virus e ogni altra tragedia causata dalla natura, sono tendenzialmente inevitabili, poiché l’alternativa è non vivere rinnegando noi stessi, come accadrebbe nell’eventualità di permanenza delle misure in atto». Che fare allora? «Occorre – conclude Agostini -adottare idonee politiche ambientali e sanitarie che dovranno coniugarsi col senso di responsabilità di ognuno di noi. Non c’è bisogno di eroi ma di cittadini modello che uniformino il loro contegno, operando nel consorzio civile, nel rispetto delle distanze e delle regole igieniche, riappropriandosi della politica».


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