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Coronavirus, rinviata la riapertura
dello stabilimento Whirlpool
di Comunanza
per adeguarsi ai protocolli sanitari

LAVORO - La decisione è in linea con quasi tutti gli altri siti produttivi italiani. Al via una serie di incontri per stabilire "chi fa cosa" nell'ambito delle nuove le misure imposte dal Governo per contenere il contagio: Rsu, Rls e dirigenti al lavoro
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Le Rsu dello stabilimento Whirlpool di Comunanza

Non riapre, almeno per questa settimana, lo stabilimento Whirlpool di Comunanza. E’ quanto scaturito dall’incontro in videoconferenza di ieri, 15 aprile, tra le Rsu e le Rls e i dirigenti locali, direttore e capo del personale. La decisione è in linea con quasi tutti gli altri siti produttivi italiani. «Sono tante ancora le cose da stabilire – hanno commentato i rappresentanti dei lavoratori, riuniti sotto le sigle Fim, Fiom, Uilm e Ugl – per allinearci con le misure di protezione previste dal protocollo tra Governo e parti sociali». La ripartenza per alcuni settori dell’economia, permessa dal decreto Conte del 10 aprile scorso, impone infatti regole e comportamenti per evitare di vanificare i risultati ottenuti con il lockdown nel controllo del contagio da Coronavirus. I sindacalisti, avevano inviato una lettera al prefetto di Ascoli e al presidente della Regione Marche per evidenziare che la ripresa delle attività dal 15 aprile avrebbe necessariamente comportato lo spostamento di centinaia di persone. E chiedere se la scelta fosse legittima in tempi così stretti.

Saranno però giorni di lavoro e di decisioni da prendere quelli in attesa che la fabbrica riapra le porte. Lo dicono le Rsu e le Rls: «Da oggi, 16 aprile, ci saranno altri incontri per stabilire “chi fa cosa” nell’ambito dei nuovi comportamenti da adottare. Dovrà esserci, ad esempio, qualcuno addetto a misurare la temperatura e si dovrà destinare anche una stanza per collocare un eventuale caso sospetto, qualora dovesse emergere. Ci sarà una squadra di addetti, alle azioni da mettere in atto in ragione del protocollo sanitario e ai controlli, e le persone che la comporranno dovranno avere una adeguata formazione».

 


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