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Commercio, artigianato e albergi:
1.800 esercizi chiedono aiuti
Tornano i dehors?

ASCOLI - Il dopo quarantena. In programma incontri con Saba, Sopritendenza e proprietari dei locali che ospitano le attività. Tariffe e affitti più accessibili. L'Arengo prepara il progetto ripartenza. L'assessore Stallone: «Grande voglia di ricominciare e anche di mettersi in gioco». Come potrebbe cambiare il volto del commercio ascolano
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di Franco De Marco

Operazione ripartenza post quarantena. Sarà presentato entro brevissimo tempo, questione forse di una settimana  poco più, il progetto che la Giunta comunale di Ascoli sta mettendo a punto per il rilancio – o forse sarebbe meglio dire salvataggio – delle attività commerciali ed artigianali della città colpite al cuore dal Coronavirus dopo le mazzate della crisi economica generale e del terremoto.

L’assessore Nico Stallone

E’ una missione, obiettivamente, molto difficile. In una realtà già problematica di suo.

Basta pensare che, da un recente censimento, risulta che sono ben 1.800, sparse in tutto il territorio cittadino, centro storico e altri quartieri, le attività commerciali, artigianali ed alberghiere (compresi i B&B) che chiedono disperatamente aiuto per ripartire dopo la chiusura causa Covid.

Un numero che fa paura. Più di mille i negozi. E dietro ad ognuno c’è una famiglia.

Ecco, la Giunta comunale, che sta concludendo un intenso giro delle consultazioni con associazioni di categoria ed operatori, sta predisponendo una serie di misure.

Quali?

«Ancora non sono definite – dice l’assessore comunale al centro storico e al commercio Nico Stallone – e presto le presenteremo un progetto articolato alla città. Mi sento solo di dire, alla luce degli incontri che abbiamo fatto, che c’è in tutti gli operatori una grande voglia per ripartire.

Vogliono ricominciare il lavoro nella massima sicurezza possibile, per loro e per i clienti. E sono anche disposti a mettersi in gioco nel senso di ripensare le modalità delle loro attività venendo così incontro a nuove esigenze. Noi ce la mettiamo tutta».

L’assessore non si sbilancia ma conferma che, nella scaletta del sindaco, nei prossimi giorni, ci sono anche incontri con la Saba, la Soprintendenza e i proprietari degli esercizi commerciali. Da questi tre indizi proviamo a fare alcune deduzioni logiche.

Con la Saba è facile immaginare di che cosa si parlerà. Non fosse altro che il problema, sempre quello, esiste da almeno 20 anni. L’obiettivo fondamentale è concordare tariffe e modalità meno onerose per la sosta nel centro storico.

Per quanto riguarda la Soprintendenza invece, poiché tutto il settore food, alla luce delle certe regole di distanziamento, chiede di poter utilizzare più  spazi all’aperto, naturalmente dove è possibile, si può supporre che si proverà a chiedere una deroga sui vincoli per le strutture esterne provvisorie.

Potrebbero tornare d’attualità i famosi dehors, gli spazi coperti dei pubblici esercizi, che qualche anno fa scatenarono il finimondo (quelli erano però troppo invasivi rispetto ai luoghi d’arte).

Ristoranti, pub, pizzerie, gelaterie, bar, eccetera, dovranno per forza ridurre i tavoli, scaglionare gli accessi, sanificare, eccetera. Molti hanno pochi metri quadrati interni e aspirano a trovare più spazio all’esterno.

Di sicuro questo dovrebbe essere un punto del Progetto Ripartenza.

Con i proprietari dei locali che ospitano esercizi commerciali e attività artigiane si cercherà di concordare un abbassamento dei canoni di affitto. Tanti esercizi, anche in questi mesi in cui sono stati costretti a chiudere, devono ugualmente pagare l’affitto pur non avendo forzatamente introiti.

Si attende come manna dal cielo il varo dei buoni affitto con risorse messe a disposizione del Governo e della Regione.

Ma anche il Comune, come ha ripetutamente detto il sindaco, è pronto a fare la sua parte nei vari campi di intervento. Senza aiuti, purtroppo, molte attività saranno costrette a chiudere.

Tari e Tosap: anche qui si prevedono significativi incentivi.

Per la Tari, tassa sui rifiuti urbani, i commercianti e altre attività produttive chiedono l’azzeramento o almeno una forte riduzione.

Per la Tosap, la tassa sull’occupazione del suolo pubblico, esiste già la sospensione derivante dalle misure post terremoto. Nelle misure allo studio dell’Arengo ci saranno certamente anche idee nuove.

Le prossime consultazioni nella scaletta della Giunta riguardano gli operatori di Monticelli, Porta Cappuccina e Campo Parignano.

Finisce la quarantena, comincia la scommessa, l’ennesima, sul futuro.


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