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Il sisma fa chiudere
tre chiese ascolane

ASCOLI - Il sindaco Marco Fioravanti ha firmato l'ordinanza. Quelle di San Pietro Martire e Santa Maria Intervineas sono state dichiarate agibili, ma servono interventi di messa in sicurezza. Più critica la situazione di San Vittore
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La chiesa di San Pietro Martire

Si fanno ancora sentire gli effetti del sisma 2016-2017 sulle chiese ascolane non proprio di secondo piano. Si tratta di edifici di culto da chiudere in assenza di interventi immediati di messa in sicurezza.

L’ordinanza è stata firmata oggi dal sindaco Marco Fioravanti ed è relativa a tre chiese: San Vittore (in viale De Gasperi), San Pietro Martire (in piazza Ventidio Basso) e Santa Maria Intervineas (nell’omonima piazza).

Nel primo caso si tratta dell’integrazione dell’ordinanza sindacale di inagibili n. 772 del 10 luglio 2017 e dell’esito della scheda cosiddetta “II Livello – Mibact”. Diversa è invece la situazione dell’edificio di San Pietro Martire, che è rimasto regolarmente aperto dopo il sisma. In base alla scheda dei tecnici del Ministero, infatti, la chiesa viene definita “agibile con provvedimenti di pronto intervento quali: transennanti, recinzioni e protezioni oltre al consolidamenti localizzati.

Stesso discorso per Santa Maria Intervineas che viene definita “agibile con provvedimenti di pronto intervento quali: “revisione del monumento sepolcrale per assicurare la sicurezza contro il ribaltamento e/o distacco degli elementi in travertino; revisione delle dislocazioni della facciata e del concio dislocato nel portale principale”.

Le due chiese, comunque, dovranno rimanere sbarrate fino al ripristino delle normali condizioni di sicurezza senza possibilità di utilizzo e accesso alcuno.

rp


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