
Il Tribunale (Foto Andrea Vagnoni)
di Renato Pierantozzi
L’emergenza Covid-19 rivoluzione anche la vita all’interno del Tribunale di Ascoli Piceno stravolgendo anche abitudini e consuetudini delle oltre 700 toghe picene. E così per i (pochi) processi ancora in presenza superstiti e per l’accesso stesso al Palazzo di piazza Orlini sono state fissate regole molto ferree anche da parte dell’Ordine degli Avvocati. Ad esempio si raccomanda ancora di ridurre al massimo gli accessi da parte di chiunque (iscritti, consiglieri, membri commissioni, fornitori) provenga dall’esterno. Per tale motivo, “le persone giustificate all’accesso agli uffici sono esclusivamente quelle che devono espletare incombenze che non possono essere evase tramite comunicazione telefonica o a mezzo di posta elettronica o Pec”.

Il presidente Tommaso Pietropaolo (Foto Vagnoni)
Altrimenti l’accesso avverrà previo appuntamento concordato telefonicamente o tramite e-mail, con il rispetto delle misure atte a limitare il contagio (distanziamento, mascherine, ecc…). E ancora: accesso limitato ad un solo avvocato nelle stanze adibite a guardaroba, pc e riunioni “munito di mascherina protettiva, guanti monouso e previo utilizzo di gel igienizzante messo a disposizione nei locali della Segreteria”. Inoltre l’accesso alle predette postazioni è riservato agli avvocati, che siano in procinto di celebrare un’udienza all’interno dei locali del Tribunale e dovrà essere limitato alla durata di non più di 30 minuti. Sospesa, inoltre, “per evidenti motivi di igiene la fornitura di toghe” che prima venivano tranquillamente prese in prestito dai legali in procinto di fare udienza penale. Stop anche al deposito di indumenti (cappotti, giacche ecc.) negli armadi siti nel locare guardaroba, almeno sino a quando la situazione sanitaria non sarà tornata alla normalità.
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