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Montalto Marche, il sindaco:
«No alla chiusura del Liceo»
Solidarietà da Latini e Salvini
Interrogazione al ministro

IL CASO - Matricardi infuriato: «E' il terzo anno consecutivo che ci troviamo a combattere con il direttore regionale scolastico. C'è un decreto che prevede per i territori colpiti dal sisma la possibilità di deroga al numero minimo di alunni per classe». La deputata della Lega: «Si riducono gli spazi proprio nel momento in cui servono di più»
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Giorgia Latini e Matteo Salvini (foto Vagnoni)

Rischia la chiusura il Liceo di Montalto Marche? L’onorevole Giorgia Latini (Lega) esprime solidarietà al sindaco di Montalto delle Marche Daniel Matricardi «che sta protestando – afferma la parlamentare – perché il Governo vorrebbe cancellare il liceo comunale con la scusa dei pochi iscritti».

Anche il leader della Lega Matteo Salvini fa sentire la sua voce. «Dopo il virus – dice – servono più spazi e più classi. Infatti lo stesso Governo sta tenendo le scuole chiuse per evitare assembramenti. Bene aveva fatto il ministro Bussetti capace di evitare i tagli negli istituti di molti piccoli Comuni. Giù le mani dai sindaci e dalle scuole».

La Latini, vice presidente della commissione Cultura Scienze e Istruzione della Camera, continua: «Grave e paradossale la soppressione del Liceo classico di Montalto. Proprio in una fase emergenziale e sanitaria ancora così delicata, che potrebbe richiedere il distanziamento sociale anche alla ripresa dell’anno scolastico in autunno qualora la pandemia dovesse riprendere forza, l’ufficio regionale scolastico va esattamente nella direzione opposta. Delle due l’una: o qualcuno non ha ancora capito cosa sia il Covid-19 o è accanimento».

«Già un anno fa la Regione aveva tentato di chiudere l’istituto, ma grazie all’intervento nostro e dell’allora ministro Bussetti avevamo evitato il peggio -ricorda-. Ora, con la scusa dei pochi studenti iscritti, di nuovo questa decisione assurda. Sacrosanta, dunque, la protesta del sindaco Daniel Matricardi, al quale va tutto il mio sostegno. Presenterò nelle prossime ore un’interrogazione al ministro Azzolina affinché si renda conto in prima persona di quanto sta avvenendo e intervenga prontamente».

Il sindaco Matricardi

«Mentre si ipotizzano protocolli – fa notare il sindaco Daniel Matricardi – per tornare a scuola, e le task force partoriscono l’ingresso scaglionato ogni 15 minuti, in questi giorni si stanno stabilendo le classi in organico di diritto per l’anno scolastico 2020/2021 e lo si continua a fare con le procedure ordinarie che prevedono un minimo di 27 alunni per le classi del primo anno di corso degli istituti e scuole di istruzione secondaria di secondo grado: il solito principio di classi pollaio in nome del risparmio di spesa e dell’accentramento a discapito della qualità scolastica, del benessere del ragazzi e della ripartizione dei servizi sui territori».

«A detta degli Uffici provinciali scolastici – continua il primo cittadino argomentando la sua posizione – nessuna disposizione derogativa è giunta in merito dal Ministero. Tra tutti gli esperti che hanno coinvolto non ce n’è evidentemente uno che si renda conto che la prima ed ovvia cosa da fare è ridurre il numero di alunni per classe. Ed ecco che in piena emergenza covid-19, dove il distanziamento sembra essere l’a,b,c di ogni indicazione, ci vediamo togliere la prima classe  del nostro Liceo classico con 18 ragazzi iscritti. Mentre la politica passa il tempo a fare proclami ed annunci senza concretizzare atti espliciti che producano effetti immediati e chiari, economici ed organizzativi, la vecchia e farraginosa macchina di burocrati continua imperterrita ad imperare in barba anche alle poche chiare norme che sono ispirate al buon senso».

Uno scorcio di Montalto

«E’ il terzo anno consecutivo – conclude Daniel Matricardi – che ci troviamo a combattere con il direttore regionale scolastico che nonostante il decreto 189 del 2016 e successive modifiche, che prevedono per i nostri territori colpiti dal sisma la possibilità di deroga al numero minimo di alunni per classe, come in una sorta di duello ormai ingaggiato, continua anno dopo anno a toglierci le classi nell’ormai chiaro intento di chiudere il nostro Liceo istituito più di settanta anni fa che forma tanti ragazzi dell’entroterra. È ora di dire basta. Ci aspettiamo una forte reazione da parte di tutte le forze politiche per interrompere questo, ormai dimostrato, sistema fallimentare di organizzazione dei servizi. Basta parole, torniamo alla ridistribuzione dei servizi come quello scolastico e quello sanitario sui territorio ritornando alla capillarità e all’efficienza. Utilizzeremo ogni sede opportuna per combattere questa ingiusta e, mai come ora, inopportuna scelta».


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