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“Picchio Village”:
l’Ascoli incontrerà
l’ex presidente Bellini
per trovare un’intesa

ASCOLI - Dopo l'ex patron italo-canadese (70%), il 20% delle quote Battista Faraotti le ha trasferite alla società. Terzo azionista Gianluca Ciccoianni con il 10%. Impianto utilizzato anche dall'Atletico Ascoli
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Francesco Bellini, Battista Faraotti, Gianluca Ciccoianni, Giuliano Tosti

di Bruno Ferretti

Sono tre i soci azionisti che detengono la proprietà del “Picchio Villaggio”, Centro sportivo dell’Ascoli Calcio. Il primo è l’ex presidente Francesco Bellini (70%), poi la società Ascoli Calcio (20%) infine l’imprenditore Gianluca Ciccoianni (10%). Il 20% delle quote azionarie era originariamente dell’imprenditore ascolano Battista Faraotti, titolare della Fainplast, che poi le ha girate alla società sportiva come pagamento della sponsorizzazione.

Faraotti, da sempre generoso sostenitore bianconero, ha trasferito le proprie quote a condizioni favorevoli all’Ascoli evitando ogni possibile speculazione, e per questo l’attuale patron Massimo Pulcinelli gli ha manifestato gratitudine in più di una occasione.

L’Ascoli ha bisogno del “Picchio Village” per gli allenamenti e le attività del settore giovanile. Di contro, il Centro sportivo ha bisogno dell’Ascoli per non diventare una… cattedrale nel deserto.

Da qui la necessità di trovare un’intesa di reciproca convenienza. Pulcinelli e Bellini, o loro esponenti, dovranno quanto prima incontrarsi per cercare di trovare un’intesa, Poi anche con il terzo azionista Ciccoianni, titolare della Tecnoricambi.

Attualmente l’Ascoli Calcio utilizza il “Picchio Village” attraverso una convenzione all’Ascoli Calcio che prevede il pagamento di un canone. Anche la società di calcio dilettanti (Promozione), l’Atletico Ascoli, utilizza l’impianto che si trova a Marino del Tronto.


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