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Cecilia, vent’anni fa
iniziava la favola:
da Miss Italia
al set con Woody Allen

ASCOLI - La carriera della bellezza picena prese il via nel 2000 col quarto posto allo storico concorso di Salsomaggiore. Da lì non si è più fermata: tv, cinema, moda, calendari mozzafiato. E la felicità assoluta arrivata nel 2016 con Maria Isabelle
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Cecilia, bellezza straordinaria

di Walter Luzi

Cecilia Capriotti, il mito. Sono passati vent’anni, e sembra ieri. Quella notte fra l’11 e il 12 settembre del 2000 la passammo in bianco tifando per lei. Cecilia rischiava di diventare la nuova Miss Italia. La fibrillazione durò ben fin oltre la mezzanotte nella nostra redazione ascolana del “Messaggero”, e aumentava ad ogni suo superamento di eliminatorie. Cecilia rimaneva in corsa per quella corona che ad una miss marchigiana sfuggiva da diciotto anni.

Eccitazione ed ansia montavano ora dopo ora. Fino in fondo al sogno. Sui primi gradini del podio. Il caposervizio Franco De Marco e il suo vice Bruno Ferretti in contatto febbrile con Roma per supplicare di continuare a tenere aperta la pagina della cronaca cittadina finchè possibile. Cecilia, la nostra Cecilia, una ascolana, poteva diventare Miss Italia. E quando ti ricapita. Ci andò vicinissima. Finì quarta alla fine, ma entrò nella leggenda. Sul web, con 83.000 preferenze, aveva già vinto lei.

La fascia nazionale dello sponsor Berloni le aprì le porte del dorato mondo dello spettacolo, della pubblicità, della televisione. Aveva ventiquattro anni, ma già l’aura delle vincenti. Le migliori discoteche della regione se la contendevano come pierre. Quattro anni prima era stata la dama della Quintana della sua Porta Solestà. Un ruolo prestigioso allora, riservato alle più dotate e meritevoli, e non ancora destinato alle più generose. Una bellezza fuori serie la sua, di quelle che non possono proprio passare inosservate. Tornerà a vestire quei panni subito dopo il trionfo di Salsomaggiore, nel 2001. Come a voler dire che nulla era cambiato. Che lei era sempre la stessa. Una grande dote restare sé stessi. Sempre e comunque.

Con Roberto Benigni

E immutato era rimasto l’amore, sempre ribadito, per la sua città. Per Ascoli e per l’Ascoli. Sarà sempre disponibile in occasione delle grandi celebrazioni pubbliche bianconere dopo gli esordi proprio come commentatrice ed inviata sportiva per emittenti televisive locali. Ma ora spicca il volo. E’ protagonista dei videoclip musicali di due tormentoni estivi, prima del grande salto. Il diciotto settembre del 2004 debutta come co-conduttrice di “Dribbling” su Rai 2 al fianco di Andrea Fusco.

«Il primo importante non si scorda mai -confessa Cecilia- . Sento ancora l’emozione che provai nel sedermi su quello sgabello quel programma sportivo del sabato l’ho sentito mio più che mai». Non lo dice, ma già il nome, da solo, dribbling, di cui il padre era maestro, basta ad evocare ricordi dolorosi e a sublimare turbamenti. Perchè Peppe Capriotti, un’altra leggenda in famiglia, ci lasciò tutti troppo presto, quando aveva appena 32 anni, e Cecilia nemmeno tre. Un trauma che si porterà dentro per sempre.

Con il mito Woody Allen

Lei passa poi ad affiancare Gene Gnocchi ne “La grande notte” sempre su Rai 2 ed è poi inviata de “La vita in diretta”. E’ appena sfiorata dal clamore dalle vicende giudiziarie di Vallettopoli, dalle quali esce completamente pulita, e più forte di prima. Quindi arrivano gli esordi sia in teatro, ne “Il marchese del Grillo” al Bagaglino, al fianco di Pippo Franco, che sul grande schermo nel film di Francesco Salemme “No problem”.

«Un’altra prima volta indimenticabile -commenta sempre Cecilia- come i brividi che, in teatro, ho vissuto, stavolta da protagonista, in “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi”. In teatro ogni giorno è sempre una prima, e si va avanti per settimane, anche con due spettacoli al giorno. Non è facile. Ma ti fa crescere».

Nel 2010 è fra le protagoniste più ammirate di “Ballando con le stelle” in coppia con Samuel Peron. Nel 2011 torna al cinema in “E io non pago” e concede il bis con un altro calendario mozzafiato. Dopo quello di “Max” del 2009, si concede ancora agli scatti torridi, stavolta di “For Men”. A trentacinque anni, nel pieno della maturità, buca ancora gli obiettivi e non ha neppure bisogno del, talvolta provvidenziale per molte sue “colleghe” anche più giovani, fotoshop.

Cecilia, Gianluca e la piccola Maria Isabelle

Nel 2012 sul set di “To Rome whit love” incontra due mostri sacri, Roberto Benigni e Woody Allen. «Allen lo ricordo per la straordinaria umiltà -racconta ancora Cecilia- un maestro del cinema che alla fine di ogni scena saluta gli attori con “thank you very much”, con un rispetto che mi è rimasto impresso. E poi la serietà di Benigni, sempre molto professionale e riservato fuori dal set».

Nel 2013 ne combina un’altra delle sue. A “Jump – Stasera mi butto” di Teo Mammuccari si butta davvero dal trampolino, anche se non sa nuotare benissimo. Tipico. Con il trasferimento a Milano deve mollare cinema e teatro. Insegue ancora l’amore, e stavolta pare proprio sia la volta buona. Il nuovo compagno, Gianluca Mobilia, la rende madre di Maria Isabelle il 16 ottobre 2016. «La maternità il migliore regalo che potesse farmi il cielo, il sogno più grande che si è avverato -commenta raggiante lei- io sono innamorata persa di mia figlia. Lei mi ha dato quella completezza, quell’apice della felicità più assoluta che non avevo mai conosciuto. Prima del suo arrivo mi mancava sempre qualcosa, anche quando tutto filava per il verso giusto. Ora no».

Sul set con Salemme

La gravidanza le fa saltare la nuova avventura già programmata in Honduras. Ci arriva due anni dopo, ma di quel reality, l'”Isola dei famosi” 2018, salva poco: «Tornassi indietro forse lo rifarei anche, ma sicuramente di tutte le esperienze fatte è quella potevo evitarmi, soprattutto perchè erano, innanzitutto, i tempi ad essere sbagliati. Ho lasciato a casa una figlia di quindici mesi, e mi ha pesato parecchio. Come potevo stare lontanissima da lei? Con quale serenità giocarmi quella carta? E anche le compagnie d’avventura non si sono rivelate proprio delle migliori».

A proposito di amicizie. In questo ambiente non è facile. «Ho pochissime, ma in compenso grandissime, amiche. Posso fare solo quattro nomi in vent’anni. L’amicizia vera in certi ambienti è cosa rara. Costanza Caracciolo, Samantha De Grenet, Elenoire Casalegno, Maddalena Corvaglia». Per di più, tornando a due anni fa, gli impegni televisivi del dopo reality non le permettono nemmeno di partecipare al funerale della nonna. Si chiamava Cecilia anche lei. E’ la seconda grave perdita della sua vita, dopo quella del papà.

Oggi Cecilia è opinionista Mediaset, spesso presente anche nel salotto di Barbara D’Urso. Se la richiesta espressa da Maria Isabelle, di una sorellina a stretto giro, dovesse restare inevasa, si potrebbe ricominciare a parlare di carriera. «Mai dire mai -prosegue Cecilia- . Tutto ci può stare. Per ora sono molto attiva e seguita sui vari social, serate, collaborazioni ed eventi mi hanno consentito di poter fare la mamma e continuare a lavorare. Quando si tornerà alla normalità, ora che mia figlia sta crescendo, mi piacerebbe co-condurre qualche spettacolo leggero, ironico. Oppure riallacciare qualche contatto nel cinema. Vedremo».

Tre generazioni in una foto: Cecilia, mamma Alfredina e Maria Isabelle

Normalità. Una bella parola che piace a tutti dopo l’incubo vissuto negli ultimi mesi. «Io sono ottimista per natura -spiega Cecilia- ed avendoci pure una piccola di tre anni e mezzo in casa, ho cercato di viverla alla stregua di Benigni ne “La vita è bella”. Un grande gioco, cercando di sdrammatizzare gli aspetti negativi e valorizzare al massimo quelli positivi. In casa mi sono inventata di tutto per distrarla e devo dire che il clima di festa perenne ha giovato un po’ a tutti. Penso che ogni situazione debba essere presa con positività. Anche se il lavoro, come per tutti, ne ha risentito, perchè ho dovuto cancellare diverse date e molti impegni. Ma non importa. In compenso con mia sorella Manola e la piccola, abbiamo passato due mesi e mezzo a casa di nostra madre come non succedeva da vent’anni. In questo periodo abbiamo potuto festeggiare alla grande anche il compleanno di mamma Alfredina. Cosa si può pretendere di meglio…?». La vita è bella. Appunto.


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