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Ascoli-Cagliari, sfida del secolo:
37 anni fa
l’emozionante spareggio-salvezza

CALCIO - I bianconeri di Rozzi e Mazzone si imposero 2-0 con reti di Greco e Nicolini. Lacrime di gioia e festa grande in piazza fino a notte. Partita indimenticabile davanti a oltre 30.000 spettatori
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Enrico Nicolini, l’eroe di quel giorno

di Bruno Ferretti

Domenica 15 maggio 1983. Sono trascorsi 37 anni da quella data, che resta scolpita a caratteri cubitali nell’albo d’oro della storia bianconera.

Salto indietro nel tempo. Al “Del Duca”, ultima e decisiva partita del campionato 1982-1983 si disputa Ascoli-Cagliari. I sardi di Giagnoni hanno un punto di vantaggio e sono salvi con un pareggio. L’Ascoli di Mazzone, invece, per restare in Serie A non ha alternative: deve solo vincere. Dentro o fuori. Scontro diretto emozionante, crudele, senza appello.
A distanza di tanti anni Ascoli-Cagliari resta la partita delle partite. La più attesa, la più sentita in 121 anni di gloriosa storia calcistica.

Sugli spalti oltre 30.000 spettatori. Costantino Rozzi li saluta tutti prima del via compiendo un festoso giro di campo. La folla applaude, si eccita, si carica per il match. Poi il via in un tourbillon di emozioni. L’arbitro è il romano Menegali. L’Ascoli deve solo vincere e attacca, al Cagliari basta il pareggio e gioca in contenimento.

L’incantesimo si spezza prima dell’intervallo quando Greco trova il varco giusto nella difesa dei sardi, si infila e realizza il gol che porta l’Ascoli in vantaggio e fa esplodere il “Del Duca”. Il primo tempo si chiude 1-0. Ascoli salvo, Cagliari in B. Ma non è finita. C’è tutta la ripresa da giocare e 45 minuti più recupero sembrano un’eternità.

Carlo Mazzone e Costantino Rozzi

La ripresa è da batticuore. Sfiora il raddoppio l’Ascoli, molto vicini al pareggio i sardi. Le emozioni non mancano. Si gioca con massima tensione vista l’importanza della posta in palio. Marchetti, interno dei sardi anticipa con la punta del piede l’uscita del portiere bianconero Muraro. Il pareggio sembra inevitabile, ma con un gesto di coraggio sulla linea di porta l’indomito Nicolini tenta la più complicata delle rovesciate ed evita il gol. Un salvataggio sulla linea di porta davvero prodigioso, per qualcuno miracoloso. Si resta 1-0.

Poco dopo lo stesso Nicolini con un tiro da fuori area infila Malizia, guardiano dei sardi. Di rara precisione quel diabolico “pallonetto” che si infila e porta l’Ascoli sul doppio vantaggio.

E quando l’arbitro Menegali di Roma emette il triplice fischio di chiusura è festa grande in campo e sugli spalti. Lacrime di gioia. La festa salvezza durerà fino a notte fonda in Piazza del Popolo e in tutta la città.

Chi c’era quel giorno al “Del Duca” non potrà certo dimenticare un’emozione così intensa. Chi non c’era, invece, se la faccia raccontare. Sarà un emozionante salto indietro nella storia dell’Ascoli Calcio.

ASCOLI: Muraro, Mandorlini, Boldini, Menichini, Gasparini, Nicolini, Novellino, De Vecchi, Pircher (17’st Scorsa), Greco (33’st Trevisanello), Monelli. A disposizione: Brini, Anzivino, Carotti. Allenatore: Mazzone.

CAGLIARI: Malizia, Lamagni (1’st Uribe), Azzali, Restelli, De Simone, Vavassori, Quagliozzi, Poli, Piras, A. Marchetti, M. Marchetti (25’st Rovellini). A disposizione: Goletti, Sacchi, Loi. Allenatore: Giagnoni.


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