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Assolto l’automobilista
che investì il partigiano Scalabroni

ASCOLI - L'accusa aveva chiesto una condanna a un anno e quattro mesi per l'incidente avvenuto il 23 febbraio 2018 in viale Marconi. Decisiva la perizia che ha ricostruito la dinamica del sinistro escludendo responsabilità a carico dell'ascolano alla guida della Panda
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di Renato Pierantozzi

E’ stato assolto l’automobilista ascolano (M.R. le sue iniziali) che investì con la sua Panda il 23 febbraio del 2018 il partigiano William Scalabroni poi morto due giorni all’ospedale regionale di Torrette di Ancona. Il processo, svoltosi con rito abbreviato di fronte al giudice Rita De Angelis si è concluso stamattina con l’assoluzione dell’imputato, difeso dall’avvocato Alessio De Vecchis,

William Scalabroni

di fronte ad una richiesta di condanna ad un anno e quattro mesi avanzata dalla pubblica accusa. Decisiva ai fini della decisione del giudice potrebbe essere stata la perizia del consulente esterno incaricato dal Tribunale (leggi l’articolo) per cercare di ricostruire quello che avvenne in viale Marconi. Secondo il perito Bagaloni il guidatore andava a velocità moderata di circa 30 km all’ora con Scalabroni che avrebbe attraversato fuori dalle strisce pedonali. L’urto stesso non fu frontale ma radente e il guidatore si rese conto della presenza del pedone in attraversamento solo quando questo era già sceso dal marciapiede frenando nel momento in cui lo vide. La morte di Scalabroni, 91 anni, lasciò nel dolore una città intera che apprezzava e stimava l’anziano partigiano. A lui, già presidente dell’Anpi e fervente ambientalista, è stato dedicato poi il giardino di piazza Immacolata (leggi l’articolo).


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