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Soncin e Cacia in diretta Facebook
ricordano i trascorsi ad Ascoli:
«Una maglia rimasta nel cuore»

CALCIO - I due ex bomber bianconeri tornano a parlare del Picchio ricordando con nostalgia gli anni trascorsi in bianconero. Per entrambi sarebbe una gioia tornare. Daniele cerca il gol del primato in Serie B, Andrea "il cobra" sogna un futuro sulla panchina
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Daniele Cacia e Andrea Soncin durante la diretta Facebook

di Bruno Ferretti

Due grandi ex attaccanti bianconeri – Andrea Soncin e Daniele Cacia – si sono ritrovati ospiti della diretta Facebook sulla pagina “L’intervallo”, condotta da Davide, insieme ad altri grandi bomber del passato come Stefan Schwoch, Totò De Vitis, Alessandro Sgrigna e il difensore Emanuele Pesoli.

Hanno ricordato insieme i tempi d’oro in cui facevano gol a grappoli, specialmente in Serie B, facendo tremare le difese avversarie. Schwoch, come noto, è il giocatore che in Serie B ha segnato più di tutti (135 gol), seguito a ruota proprio da Cacia (134) mentre De Vitis è quinto a quota 126.

Divertente il confronto i due primi in classifica divisi da un solo gol. «Mi manca quel gol che spero ancora di segnare se qualche squadra di B me ne darà l’opportunità – ha detto Cacia – mi sento fisicamente ancora a posto e in grado di fare bene. Visto il livello dell’attuale Serie B penso di poter dire ancora la mia».

Cacia dopo la strepitosa rete segnata al Cagliari al “Del Cuca”

Il 36enne bomber calabrese è stato due anni ad Ascoli realizzando 29 reti, e sarebbe rimasto volentieri se non ci fossero stati disaccordi con la precedente proprietà e la dirigenza.

«Ascoli per me è stata una sorpresa impressionante nella mia carriera. Quando arrivai ero appena stato messo fuori lista dal Bologna dopo una promozione in Serie A. Mentalmente non ero molto convinto, però sapevo che era una piazza importante. I primi mesi furono molto difficili, poi mi sono tranquillizzato e ho potuto dimostrare le mie caratteristiche in un ambiente che mi ha trasmesso emozioni che solo a Verona avevo vissuto. Devo ringraziare la gente di Ascoli e i miei ex compagni di squadra. Si era formato un gruppo davvero speciale, come mai nella mia carriera mi era capitato. Noi 6-7 più esperti facevamo da guida ai più giovani fra cui ricordo Cassata, Dimarco, Favilli, Jankto. Il gol che ricordo con maggior soddisfazione è il pallonetto da trenta metri contro il Cagliari sotto la vecchia Curva Sud».

Il “cobra” Andrea Soncin dopo un gol in maglia bianconera

«Per me Ascoli non è stata solo una parentesi della mia carriera, ma una vera e propria parte di vita – ha detto il “cobra” Andrea Soncin, 41 anni, recentemente ospite a “Il Caffè del Piceno” su Cronache Picene – nel momento in cui riesci a far tue le emozioni della gente capisci il senso di appartenenza verso quella maglia e diventi un tutt’uno con la città. Io mi sentivo a casa. Sono stati cinque anni intensi, importanti, ricchi di gol. Essere tra i migliori marcatori di tutti i tempi di un club così glorioso per me è motivo d’orgoglio. Sono ancora profondamente legato a tutti, città, ex compagni di squadra e tifosi. Ascoli è una piazza particolare, inizialmente tutti trovano qualche difficoltà, ma nel momento in cui apri il tuo cuore ti danno tanto e giustamente pretendono anche tanto. Tra i gol più belli della mia carriera ricordo quello in Ascoli-Livorno con un tiro a giro dal limite dell’area sotto l’incrocio dei pali».

Soncin attualmente allena l’Under 17 del Venezia ed è tra i più apprezzati opinionisti Tv di SportItalia. Spera con il lavoro di arrivare su una panchina “prof” e uno dei sogni della sua carriera resta quello di allenare un giorno proprio l’Ascoli.


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