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Piceni nel Mondo: Giuseppe Lori, anima musicale in Bulgaria

OGGI partiamo per la Bulgaria e andiamo a conoscere Giuseppe Lori, il nostro primo "Piceno nel Mondo", tra studi musicali, direzioni d'orchestra e il verbo dare, pane quotidiano dell'essere artisti.
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di Francesca Aquilone

Inauguriamo oggi una rubrica che ci porterà a conoscere le storie di alcuni piceni lontani dalla loro terra natia. Ogni settimana andremo in giro per il mondo a scoprire quanta nostalgia e quanto coraggio può celarsi dietro a una scelta di vita di questo tipo.

Il nostro primo “piceno nel mondo” è l’ascolano Giuseppe Lori, laureato in pianoforte, diplomato in composizione e in steinberg Cubase produzione musicale. Il nostro Maestro ha anche una laurea in biologia e genetica e, a 35 anni, si trova in Bulgaria, a Sofia, alla Film Scoring Academy of Europe.

Cosa ti ha spinto a partire per affrontare un’esperienza del genere?

«Sicuramente l’occasione di studiare con i più grandi compositori al mondo, oltre che con persone che hanno lavorato nel business di Hollywood, tra cui il vicepresidente Disney, Andy Hill».

Come è nata questa occasione e perché proprio la Film Scoring Academy a Sofia?

«Sembra assurdo, ma non troppo nel 2020, ma dai suggerimenti di Facebook! Stavo cercando una scuola di questo tipo, un master, e grazie all’algoritmo di fb mi è apparso un post dell’Academy.  All’inizio ero spaventato dal prezzo ma la qualità dei professori e la possibilità di effettuare 10 registrazioni con orchestra, dalla più piccola alla più grande con 61, 110 e infine 164 elementi, mi hanno definitivamente convinto».

Qual è stato il tuo percorso per essere ammesso?

«Devo ammettere che anche Los Angeles era una meta probabile, con la Ucla e la Usc, ma alla fine la Film Scoring è stata la migliore scelta. Per essere ammesso ho dovuto inviare delle applications più altri miei brani e così ho superato la prima fase. Poi c’è stata un’intervista su Skype nella quale hanno valutato il mio inglese, ma, soprattutto, le mie motivazioni, se davvero la musica fosse la mia ragione di vita e la mia strada professionale. E alla fine ero tra i 18 selezionati!».

Quali sono state le tappe che ti hanno spinto a partire e ad inseguire il tuo sogno?

«Fin dai 4 anni volevo fare questo e, anche se sembra banale da dire, la musica mi ha davvero salvato. Da piccolo vedevo a ripetizione i vhs Disney (non c’era YouTube), soprattutto quando mi sentivo triste o quando non percepivo serenità nel mondo intorno a me.

Crescendo ho capito che la musica non solo mi piaceva, ma volevo “salvare” altri in giro per il mondo, bambini e adulti. Quando attraversi un brutto periodo, un film può farti sorridere e la musica contribuisce in maniera diretta.

Di questo ho avuto un riscontro immediato quando a Lecce fu proiettato una sola volta un film con la mia colonna sonora: nel buio della sala, quella sensazione è stata unica e volevo replicarla.

Ultima tappa sono stati i Galà della Scuola di Musica LeArti e il musical “Guys and Dolls” della Fly Communications».

La tua ascolanità ha contribuito in qualche modo al tuo successo o a quello che stai facendo?

«Anche qui la risposta è triplice! La scuola di musica LeArti lavora per dare a tantissimi ragazzi una stabilità emotiva enorme grazie alla musica e Fabio Ercoli ha il merito di aver creato la scuola più grande del centro Italia, con numeri e qualità impressionante.

Poi c’è la Fly Communications: trovo straordinario un gruppo di volontari che lavorano instancabilmente per mantenere vivo un qualcosa che nelle altre città non esiste.

Infine c’è il nostro teatro, un gioiello, una perla meravigliosa. Mi piacciono gli orchestrali della zona, ma ancor di più le persone che lavorano a teatro come Walter, Andrea e Francesco che mi hanno insegnato come si vive e si respira l’aria pastosa del palcoscenico per ottenere il migliore risultato».

Tornerai ad Ascoli?

«Ci tengo a tornare, non è una priorità, ma per me è importante perché si può fare ancora tanto. Mi affascina molto l’idea di portare sulla cresta dell’onda l’arte del musical e del cinema in Italia, anche solo risvegliarla, scuotere registi e produttori.

Mi piace l’arte per le persone: uno che lavora dalla mattina alla sera merita di avere il lavoro degli artisti per rendere a colori la propria vita. Sono grato del concetto, dell’etichetta di artista e quindi voglio dar indietro qualcosa, perché per questo siamo nati, dare e ricevere».

https://www.giuseppelori.it/

 

 

 

 

 


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