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Assistenza domiciliare, ripartono
i Comuni della vallata del Tronto

FASE 2 - Si preparano quelli dell'Ambito Territoriale Sociale 23: Appignano, Castel di Lama, Castignano, Castorano, Colli, Offida e Spinetoli. Il presidente Cardilli: «Tutti gli operatori sanitari hanno effettuato il tampone con esito negativo». Medici di base: dopo il tampone ora i test sierologici
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I sindaci di Castorano (Graziano Fanesi), Castel di Lama (Mauro Bochicchio), Colli (Andrea Cardilli), Spinetoli (Alessandro Luciani) e Offida (Luigi Massa)

di Simone Corradetti
La Fase 2 del lockdown, è più delicata della Fase 1 che ha visto tutti gli italiani in quarantena, con l’obbligo di restare a casa per limitare il contagio da Coronavirus. Con questa ripresa delle attività commerciali, è prevista l’adozione dei protocolli di sicurezza imposti dal Governo centrale e dalle Regioni, che vogliono richiamare tutti a un grande senso di responsabilità e civiltà, mantenendo la distanza sociale di almeno un metro dalle altre persone, e l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi o affollati. Resta il divieto di assembramento, perché non possiamo permetterci di vanificare gli sforzi fatti finora.

Sara Moreschini, sindaco di Appignano (Foto Vagnoni)

Anche nell’Ambito Territoriale Sociale 23 della vallata del Tronto – composto dai comuni di Spinetoli, Offida, Appignano del Tronto, Colli del Tronto, Castel di Lama, Castignano e Castorano – si cerca di tornare alla normalità, ripristinando i servizi che venivano adottati precedentemente alla quarantena obbligatoria.

Fabio Polini, sindaco di Castignano

Il presidente dell’ATS 23 è il sindaco di Colli del Tronto, Andrea Cardilli. «Da lunedì 25 maggio – afferma – ripartirà il servizio di assistenza domiciliare, con l’adozione dei dispositivi di sicurezza individuali. Tutti gli operatori sanitari hanno effettuato il tampone con esito negativo, e sono pronti a tornare in servizio. Mettiamo al primo posto – conclude – la salute di tutti i cittadini, e la sicurezza del personale sanitario».

I medici di base, infine, avevano già effettuato un tampone nel mese di marzo, e sono in attesa di sottoporsi ai test sierologici col sangue, come sta già avvenendo per gli operatori nei reparti ospedalieri.

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