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L’urlo dei senza lavoro:
«Un anno fa la visita del ministro,
ma ancora nessuna risposta»

IL GRUPPO dei "Disoccupati Piceni" torna a farsi sentire: «L'arrivo di Di Maio ad Ascoli un'occasione persa da tutti. Dopo 12 mesi continua la carenza di posti lavoro e non esistono piani di sviluppo»
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«Sono passati dodici mesi, senza risposte, da maggio dell’anno scorso, quando il vice premier, nonché ministro del lavoro, sviluppo e politiche sociali, era in visita nel nostro capoluogo. Ormai è una prassi per molti big della politica presenziare prima delle elezioni, e poi sparire senza risolvere nulla».

Attaccano così i “Disoccupati Piceni”. Con parole amare rivolte in primis all’attuale ministro degli esteri Giuseppe Di Maio, che esattamente 12 mesi fa giunse ad Ascoli. «Un’occasione sicuramente irrepetibile, e diciamo persa per fare sentire la voce di un territorio terremotato e con gravi problemi occupazionali -vanno avanti i “Disoccupati Piceni“-. Questa mancanza di risposte, per una crisi iniziata venti anni fa con le prime chiusure e delocalizzazioni, è dovuta in parte anche dal fatto che il nostro territorio continua a rimanere diviso e privo di una rappresentanza politica sindacale e territoriale. Quel giorno in sala erano infatti assenti i rappresentanti del territorio, mancavano numerosi sindaci, gli onorevoli locali, senatori e deputati eletti, rappresentanti sindacali, mancavano persino i disoccupati, erano presenti solo alcuni imprenditori ed una nostra rappresentanza».

«Dopo un anno, e numerosi decreti, nulla è cambiato, continua la carenza di posti lavoro, non esistono piani di sviluppo -è la prosecuzione-. Da apprezzare, in questa situazione sempre più drammatica, che nel frattempo all’area di crisi industriale complessa Piceno-Val Vibrata, si sono aggiunte anche le aree di crisi di Fermo e Macerata, le proposte di bonus per le vacanze e acquisto bici. Sicuramente, per i cittadini senza un’occupazione già da molti anni, queste sono esigenze prioritarie. Qualche disoccupato più fortunato è riuscito pure ad ottenere qualche buono per la spesa, la cosiddetta “goccia nell’oceano”, perché è un aiuto temporaneo, che non permette nessuna possibilità di uscire da queste condizione, che porta inesorabilmente alla miseria».

«Occorre un importante riflessione su tematiche come il lavoro irregolare, tassazione e sviluppo economico-sociale, è ora di guardare e imparare le regole dei Paesi più evoluti, con i maggiori diritti per i cittadini che conducono le economie al mondo -concludono i disoccupati-. Il nostro gruppo è sempre a disposizione per dare soluzioni. Per informazioni, e per dare una mano, suggerimenti, chiamare o inviare un messaggio, abbiamo un numero WhatsApp (334.7555410) e una pagina Facebook».


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