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Area Vasta 5 in fermento
per il ripristino
di ambulatori e ospedali

SANITA' - Necessaria la prenotazione anche per i prelievi del sangue. Milani (direttore generale): «Da oggi Neurologia con il percorso ictus e Medicina Riabilitativa sono di nuovo al "Madonna del Soccorso"». Superlavoro al "Mazzoni" per il Pronto Soccorso e Ortopedia. Sansoni (direttore presidio unico ospedaliero) e Esposito (Cup): «Giugno mese di transizione»
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di Maria Nerina Galiè

C’è un gran fermento in Area Vasta 5 tra la riapertura degli ambulatori, autorizzata dal primo di giugno dalla Regione Marche, ed il graduale ripristino degli ospedali di Ascoli e San Benedetto a come erano prima dell’epidemia da Coronavirus.

«Da oggi, 28 giugno, i reparti di Neurologia con il percorso ictus, diretto da Cristina Paci, e di Medicina Riabilitativa sono di nuovo al “Madonna del Soccorso”», annuncia Cesare Milani, direttore di Area Vasta 5.

Su tutto comandano le parole “graduale” e “cautela” perchè il virus è ancora in circolo.

La dottoressa Cristina Paci e Cesare Milani, direttore dell’Area Vasta 5

«E’ necessario pertanto mettere in campo tutte le misure di sicurezza, indicate dall’Asur e recepire dai territori in base alle esigenze del caso, partendo dal presupposto che tutti quelli che usufruiscono, a vario titolo, della struttura sono potenzialmente contagiosi», lo ha detto Remo Appignanesi, direttore sanitario dell’Asur, ed direttore del Governo Clinico dell’Area Vasta 5

Ecco allora il decalogo per accedere, predisposto per l’accesso ai servizi del “Mazzoni” e del “Madonna del Soccorso”.

«Una novità che riguarda invece gli esami di laboratorio è che dovranno essere prenotati per evitare assembramenti nelle sale di attesa. Non si potrà più presentarsi tutti insieme alle 8 per un prelievo del sangue. Sarà necessario utilizzare l’applicazione  “Zerocoda” oppure telefonare ad un numero che verrà indicato nei prossimi giorni».

E’ la dottoressa Diana Sansoni, direttore del presidio unico ospedaliero dell’Area Vasta 5, ad annunciarlo.

«E’ chiaro – interviene Antonio Esposito, direttore del Cup – che tutto sarà molto rallentato. Tra una visita e l’altra bisognerà sanificare. Prima della prestazione l’utente deve essere sottoposto a controllo della temperatura e intervista.

Le agende dovranno essere rimodulate in base alle nuove direttive. Le prenotazioni allineate con le disponibilità di spazi fisici e tempi necessari. Per tornare alla normalità ci vorrà tutto il mese di giugno».

Ovviamente tutti i direttori si riferiscono a prestazioni con codice di priorità D (differite) e P (programmate), perchè le U (urgenti) e B (brevi), così come quasi tutte le prese in carico, sono invece state garantite anche durante la fase clou dell’emergenza.

«Le precedenti prenotazioni fissate fino al 31 maggio, contrassegnate con D e P, sono state annullate. L’utente deve tornare dal medico di medico di famiglia per una rivalutazione», ricorda il dottor Esposito.

Sono inoltre state congelate le liste di garanzia con il meccanismo del bonus malus.

«Rimarranno tali fino al 31 luglio, salvo diverse indicazioni», riferisce ancora Esposito.

Nel frattempo il Cup ha ricominciato a prendere le telefonate e fissare appuntamenti dall’1 giugno. Dottor Esposito, c’è il rischio che qualche visita verrà annullata?

«E’ possibile, ma gli utenti saranno avvisati in tempo utile. Nessuno verrà a vuoto».

L’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

Il “Madonna del Soccorso”, dove in quel che è rimasto del reparto Covid al momento sono ricoverati solo 3 pazienti di cui 2 non più positivi al Coronavirus, si appresta a tornare sempre più vicino a quello che era prima della pandemia.

Lo sollecitano del resto i cittadini ma anche gli amministratori e i vari comitati della Riviera.

«Presto tutto l’ospedale tornerà a disposizione della cittadinanza ed in sicurezza con le opportune sanificazioni effettuate ed i percorsi stabiliti per i sospetti Covid, come da protocolli», sostiene Cesare Milani.

«Siamo ancora in una fase di transizione, ma ci stiamo attivando su tutti i fronti. All’ospedale di San Benedetto tutti i servizi saranno ripristinati meglio di prima», gli fa eco la dottoressa Sansoni.

Con 4 posti in più di terapia intensiva e il vecchio impianto di ossigenazione rimesso completamente a nuovo.

Sono nel frattempo rientrati il reparto di Pneumologia e Cardiologia Riabilitativa, i cui pazienti erano stati trasferiti ad Ascoli mentre le equipe guidate dai direttori Vittorio D’Emilio e Vito Parato erano stati adibiti a semintensiva per i Covid.

Ripristinate l’Area Medica e la Geriatria, ex reparto Covid per pazienti non critici diretto dal dottor Mario Sfrappini. Al momento sono accorpati ma la prossima settimana dovrebbero tornare ciascuno nella propria sede.

Chirurgia e Ortopedia hanno ora gli ambulatori e posso effettuare prestazioni in urgenza.

«Nel Pronto Soccorso è stato attivato il percorso “pulito” ed è pienamente funzionante con tutti gli specialisti per le eventuali consulenze, compresi i pediatri ed i ginecologi». E’ ancora Milani a dichiararlo.

L’analogo reparto del “Mazzoni” (primario Gianfilippo Renzi) invece rischia di andare in sovraccarico di lavoro, soprattutto dopo l’allentamento della quarantena, come pure quello di Ortopedia (primario Concetto Battiato). Più persone in giro, più incidenti.

Ma anche per una legittima tranquillità in ragione del fatto che ormai tutti sono entrati nell’ordine di idee che Ascoli ha l’unico Pronto Soccorso pulito. 

Ortopedia ha operato tutta la notte scorsa (tra il 27 e 28 maggio) e stamattina alle 8 ha ricominciato anche se il giovedì non è giorno di interventi. Lo conferma il dottor Alain Mulap, ortopedico del “Mazzoni” richiamato in servizio anche se aveva il giorno libero: «Gli ultimi 2, 3 giorni sono stati tremendi. Siamo intervenuti su persone di tutte le età, vittime di incidenti domestici, cadute da moto e biciclette».

 

 

 


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