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Le scuole “insicure” di Ascoli

ASCOLI - Il comitato direttivo di “Ascolto & Partecipazione”: «Nella nostra città rovesciamo la classica affermazione “tante idee, pochi soldi”. Qui abbiamo qualche soldo, ma zero idee. Anzi un’idea c’è stata: demolire la curva sud dello stadio. Nell’amministrazione di una città, come del resto nella vita, è una questione di priorità»
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Sulla delicata questione dell’edilizia scolastica e delle strutture sicure, ad Ascoli scende in campo il direttivo del comitato civico “Ascolto & Partecipazione”.

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«Ci uniamo al grido di dolore di cittadini e di associazioni di genitori in merito al preoccupante vuoto decisionale di questa Amministrazione Comunale riguardo al tema di fondamentale rilevanza quale l’edilizia scolastica. Quale sarà infatti il destino degli studenti ascolani, soprattutto dei più piccoli, in un contesto tanto problematico, in cui alle difficoltà antiche prodotte dal sisma del 2016, si aggiungono quelle nuove determinate dal Covid-19?».

«Quale alibi riuscirà a trovare adesso il nostro primo cittadino, dopo l’emendamento nel decreto scuola, votato proprio ieri, che sostanzialmente dà poteri straordinari ai sindaci, per avviare in tutta fretta i lavori di ristrutturazione delle scuole, affinché a settembre si possa entrare con tranquillità nelle aule?».

«I 30 milioni di euro stanziati da tempo attendono! Ma per usarli – aggiunge Ascolto  & Partecipazione” – bisognerebbe avere un quadro preciso della situazione, soprattutto servirebbe una visione chiara, un progetto meditato per la città, per le sue scuole e per i bambini e i ragazzi che torneranno a riempirle. Al contrario l’Amministrazione comunale, nella versione Castelli prima e Fioravanti dopo, ha conosciuto soltanto la logica del tergiversare sulle decisioni, grazie anche alla chimera del project financing, poi naufragato. Poi ha conosciuto l’abitudine a promettere senza mantenere; infine ha praticato l’arte della polemica contro i laccioli della burocrazia».

«Ora il tempo è scaduto, anche quello che il sindaco stesso si era dato. I famosi dieci giorni per presentare un cronoprogramma su progettazioni e gare. Giorni che si aggiungono al tempo trascorso dalle elezioni e dalla campagna elettorale, nella quale molte promesse (come al solito) erano state fatte. Giorni clamorosamente persi come quelli dall’inizio del lockdown ad oggi, in cui almeno si poteva progettare, in attesa di agire».

La conclusione di Ascolto & Partecipazione: «Vorremmo capire, vorremmo appunto ascoltare proposte concrete e vorremmo partecipare alla decisione, come tanti, veramente tanti cittadini e genitori. Aspettiamo che la nebbia si diradi, che la confusione si risolva, che la superficialità sparisca, ma soprattutto attendiamo una visione di città che da decenni è scomparsa dai radar. Forse anche per questo molti ascolani sono andati a cercarla altrove, spopolando la città e portando via con sé competenze e progetti realizzati lontano. Sarà anche vero che la nostra città condivide con l’Italia intera limiti comuni: organizzativi e burocratici. Ma a noi sembra (a proposito di benaltrismo) che ci siano ben altri amministratori in giro per il paese, che non avrebbero esitato a sfruttare ben 30 milioni di euro per qualcosa che arricchisse la collettività intera. Soprattutto quando i beneficiari maggiori sono i nostri figli e quindi il nostro futuro. Ad Ascoli rovesciamo la classica affermazione “tante idee, pochi soldi”. Qui abbiamo qualche soldo, ma zero idee. Anzi un’idea c’è stata: demolire la curva sud dello stadio. Nell’amministrazione di una città, come del resto nella vita, è una questione di priorità».


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