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Piero Celani si ricandida in Regione:
«Il voto a settembre? Una follia
Sulle scuole il Comune ora deve correre»

VERSO IL VOTO - Parla il vice presidente ascolano del Consiglio regionale: «Bisogna andare alle urne a ottobre, come si può pensare di fare campagna elettorale quando ancora si contano i morti. Sulla ricostruzione post sisma finalmente siamo al punto di svolta ma ora gli uffici devono essere pronti a lavorare le pratiche in tempi brevi»
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Piero Celani (Foto Vagnoni)

di Renato Pierantozzi

«Sto tornando da Ancona dove ho partecipato seppure da un’aula del Consiglio regionale all’assise che si è svolta da remoto. La maggioranza voleva la nostra collaborazione su una manovra che è una ricognizione di risorse che dà carta bianca alla giunta regionale per spendere le risorse magari in “marchette” di fine mandato». Parole e musica del vice presidente del Consiglio regionale, Piero Celani (Forza Italia) che annuncia ufficialmente la sua ricandidatura a palazzo Raffaello.

Vicepresidente Celani che aria tira nel centrodestra?

«Mi sono sentito con Acquaroli (il candidato presidente indicato dal tavolo nazionale, ndr), con Fi e FdI non ci sono problemi e spero anche con la Lega. Non conosco il nuovo commissario (il deputato umbro Riccardo Marchetti, ndr) ma mi dicono che sia un giovane preparato. E’ ora di partire e a giorni lo faremo. Mi ricandido e farò proprio a breve qualcosa insieme ad Acquaroli. Non possiamo stare fermi».

Ma quando si voterà? A luglio, a settembre o a ottobre?

«Non scherziamo a luglio o a settembre. Meglio ottobre senza dubbio. Ancora stiamo piangendo i morti del Covid come nel caso di Pesaro e vogliamo fare la campagna elettorale, incontrare gente, raccogliere le firme per le liste civiche e i presidenti che non sono in consiglio. Una follia. Ci sono tre o quattro governatori che vogliono andare a votare a tutti i costi spargendo paura tra gli italiani».

Secondo lei Ceriscioli si ricandiderà alla fine? 

«Non penso proprio. Sta facendo dei provvedimenti quasi in contrasto con il suo partito e qualcuno come l’assessore Cesetti lo sta tirando per la giacchetta più per mantenere il posizionamento interno che per altro»

Da tecnico ingegnere come giudica i nuovi provvedimenti per cercare di sbloccare la ricostruzione post sisma?

«Li ho apprezzati molto. Penso che siamo al punto di svolta con le autocertificazioni e gli anticipi ai professionisti. L’ho anche detto al dirigente regionale Cesare Spuri. I dati di partenza comunque erano inequivocabili: su 95.000 edifici da rifare, eravamo fermi al 10% . Spero che ora i Comuni non ci mettano lo zampino rallentando i tempi per le sanatorie e gli Usr (uffici speciale ricostruzioni) siano pronti a licenziare le pratiche nei tempi previsti dalle nuove ordinanze del commissario. Non è possibile fra partire una pratica dopo 8,9 ma anche 12 mesi».

Marco Fioravanti (Foto Giorgi)

A proposito di ricostruzione come giudica la situazione delle scuole ascolane da sistemare alla luce dell’abbandono da parte del Comune (leggi l’articolo) del project financing dei privati?

«Il project è stata un’invenzione della vecchia amministrazione che avrebbe indebitato il Comune per i prossimi 30 anni. Non sarebbe andato da nessuna parte, forse è stato il capriccio di qualcuno. La nuova amministrazione avrebbe dovuto abbandonarlo subito, ma capisco che all’inizio potevano esserci lacci e legami. Ora però bisogna correre per spendere i soldi anche perché un’amministrazione di fatto dura 3 anni e non cinque. Aspetto anche la concretizzazione del Tavolo su come affrontare la crisi post Covid per spendere i fondi a disposizione (1,5/2 milioni). In Consiglio ho presentato quell’ordine del giorno per aiutare famiglie e imprese in modo immediato segnalando anche i codici attività Ateco».

Che bisogna fare adesso?

«Passare alla fase operativa. Da parte in mia in Regione mi sono impegnato come un matto per fare approvare le mozioni relative ad alcune categorie come le guide turistiche e gli operatori turistici che erano rimasti fuori oltre ai rimborsi per gli affitti degli studenti fuori sede e gli abbonamenti per il trasporto scolastico. Che posso fare di più? Gli strumenti ci sono, ora dobbiamo attuarli iniziando a correre».


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