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Caccia aperta ai killer
L’appello ai cittadini: «Chi ha visto, parli»

SPINETOLI - Gli investigatori stanno cercando indizi utili per risalire a chi questa mattina ha ucciso a colpi di pistola l'ex maresciallo dei Carabinieri che fino a cinque anni fa prestava servizio a Monsampolo, quando venne arrestato dai suoi stessi colleghi. Sposato e separato, lascia due figli grandi

Antonio Cianfrone

di Andrea Ferretti

E’ caccia aperta ai killer di Antonio Cianfrone, il 50enne ex carabiniere (poi allontanato dall’Arma) che prestava servizio fino al 2015 presso la Stazione di Monsampolo del Tronto, dove era vice comandante e dove venne arrestato, insieme ad un collega, con le pesanti accuse di concussione, abuso e omissione atti d’ufficio.

La Procura – il caso è in mano al procuratore capo della Repubblica, Umberto Monti (fu lui a seguire la storia quando era pm) – e gli investigatori hanno rivolto un appello a chiunque questa mattina tre le ore 8 e le 9,30 abbia visto qualcosa o qualcuno nei pressi della pista ciclabile.

Siamo in zona San Pio X, circa a metà strada tra i territori comunali di Spinetoli e Monsampolo. L’omicidio è avvenuto a Pagliare, il popoloso centro della vallata del Tronto, dove Cianfrone viveva da anni con la sua famiglia. Era stato sposato, ma poi si era separato dalla moglie. Lascia due figli ventenni, un maschio e una femmina.

L’ex carabiniere era solito recarsi a fare delle camminate sulla ciclopedonale. Un’abitudine molto diffusa in quella zona, visto che fin dalle prime ore della mattina è sempre molto frequentata da persone a piedi o in bicicletta.

Proprio per questo, la gente è ancora più incredula, e non riesce a capacitarsi di tanta efferatezza.

L’autore (autori) dell’omicidio – sembra si tratti di due persone a bordo di una moto, giunte sulla ciclopedonale e poi subito dileguatesi – è senza dubbio un killer professionista, visto la “sicurezza” con cui ha raggiunto e colpito l’obiettivo in una zona solo apparentemente isolata.

Una mossa sicuramente studiata a tavolino, perchè Cianfrone era solito recarsi lì per fare delle passeggiate. I killer lo avranno seguito magari per diverso tempo per appurare bene abitudini e orari.

Il personale della Scientifica sta repertando di tutto fin dai minuti successivi al macabro ritrovamento. In un primo momento sembrava si trattasse di una persona a terra, vittima di un malore, tanto che è stato allertato anche il 118. Ma poi si è subito capito che la scena era quella di un delitto e non altro.

Sulla zona, nel volgere di pochi minuti, si sono riversati in massa i Carabinieri e tutte le strade e stradine (anche sterrate) che conducono alla ciclopedonale, sono diventate off limits, bloccate da pattuglie dei Carabinieri e da quelle delle Polizie Municipali della zona che non permettono a nessuno di avvicinarsi.

A Pagliare è arrivato anche il procuratore capo della Repubblica, Umberto Monti, a bordo di una gazzella dei Carabinieri. Monti è rimasto circa un’ora sul posto, poi è andato via, per tornare poco dopo.

L’omicidio ha tutti i connotati di una vera e propria esecuzione. Uno “sgarro” la causa? Vedremo.

 


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