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Quasi pronto il cartellone estivo,
apertura con Vittorio Sgarbi
Quattro serate con la Milanesiana
Ci sono anche Sacchi e Mazzone

ASCOLI - Il Comune punta sul festival diretto da Elisabetta Sgarbi. Protagonista anche il calcio raccontato dai grandi allenatori. Il Teatro Romano la location più utilizzata. Capienza ridotta a causa del distanziamento fisico e appositi percorsi per entrata e uscita. Cinema al Chiostro di Sant'Agostino, possibile nuova edizione del memorial Troiani coi big della musica
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Ad Ascoli l’estate del dopo (speriamo che scompaia per sempre) coronavirus non sarà povera di spettacoli anche se, naturalmente, con tutte le limitazioni fisiche imposte dalle misure di sicurezza e dall’impossibilità di una normale programmazione (che ha bisogno di tempo). La cultura si rimette in moto. E questo è un segnale fondamentale.

Vittorio Sgarbi (foto Vagnoni)

Il cartellone, con tutti gli annessi aspetti tecnici e organizzativi (forte riduzione degli spettatori) imposti dalle misure di sicurezza, è in fase di elaborazione sotto la regia dell’assessore comunale alla cultura Donatella Ferretti e naturalmente del sindaco Marco Fioravanti.  «La nostra sfida è ripartire dalla cultura riaprendo le meraviglie della nostra città», dice l’assessore.

Il fulcro del cartellone sarà certamente “La Milanesiana”, il festival diretto da Elisabetta Sgarbi, che torna ad Ascoli per il quarto anno consecutivo con quattro serate, dal 9 all’11 luglio, e una mostra di sculture tra antico e moderno. Il Comune, che crede molto in questa manifestazione, si è impegnato con 20.000 euro. Collaborano anche Fondazione Carisap e Regione Marche. In piazza del Popolo, naturalmente con sedie distanziate e percorsi di entrata e uscita per gli spettatori rispettando tutte le misure di sicurezza, ci sarà l’apertura lo spettacolo dedicato a Raffaello, a 500 anni dalla morte, di Vittorio Sgarbi. Prologo dello storico dell’arte Nuccio Ordine e musica del pianista Michele Sganga.

Carlo Mazzone

La location principale dell’estate, anche per la Milanesiana, sarà il Teatro Romano opportunamente riorganizzato per l’accoglienza di artisti e spettatori. Qui si svolgeranno le altre tre serate del festival. Il 9 luglio ci sarà la coppia d’assi degli allenatori di calcio formata da Carlo Mazzone e Arringo Sacchi intervistati dal giornalista Alessandro Alciato e con la musica degli Extraliscio. Il 10 luglio sarà la volta del regista Pupi Avati in dialogo con lo scrittore Ranieri Polese.

Chiusura l’11 luglio con l’attore e cantante Mario Incudine che insieme ad Antonio Vasta ripercorrerà la tradizione romantica delle serenate. Il festival, che per tema i colori, quest’anno sarà in 12 città italiane da Milano a Napoli. Il Museo dell’Alto Medioevo a Forte Malaesta ospiterà, sempre nell’ambito del Festival, una mostra-confronto di sculture, sul tema dell’anima della pietra, tra opere del passato della Collezione Cavallini-Sgarbi e quelle contemporanee dello scultore ascolano del travertino Giuliano Giuliani. La mostrà è a cura di Vittorio Sgarbi e Stefano Papetti.

Faini ed Elodie durante il memorial Troiani 2019 (foto Vagnoni)

Il Teatro Romano ospiterà anche altri appuntamenti con musica, prosa e danza.

Il 10 agosto si tornerà in piazza del Popolo con un nuovo appuntamento, dopo quello online su Clint Eastwood, a firma Popsophia del direttore artistico Lucrezia Ercoli:  “La notte dei desideri”. Il cinema all’aperto tornerà, ad agosto, nel chiostro di Sant’Agostino. Occasione per riavere il piacere delle proiezioni sul grande schermo dopo la chiusura (che continua)  per coronavirus delle sale cinematografiche.

Proprio nel salotto buono poterbbe andare in scema, a metàò agosto, la nuova edizione del memoriale “Troiani” organizzato dall’Ail con la direzione artistica di Dario Faini. Scopo benefico e possibile partecipazione dei big. In lizza ci sono Elodie, che ha ammesso quanto l’edizione dello scorso anno al Ventidio le abbia portato fortuna, ma anche Mahmood, Giuliano Sangiorgi e Marracash.

Del “pacchetto estate cultura” farà parte anche il Teatro dei Filarmonici per  spettacoli probabilmente  di musica e prosa. La soluzione allo studio per fruire di questo spazio potrebbe essere l’eliminazione delle poltroncine della platea (amovibili) per far posto agli artisti con gli spettatori dislocati nei palchi. Infine l’altro contenitore che verrà probabilmente utilizzato sarà la Sala della Vittoria che ha già debuttato il 2 giugno con la conferenza di Stefano Papetti dedicata all’architetto ascolano Giuseppe Sacconi che ha disegnato l’Altare della Patria di Roma. Spettatori però molto ridotti: 30/40 circa. Possibile utilizzo pure del Chiostro di San Francesco. Insomma tante location per dare un calcio al coronavirus e vivere tutti i luoghi della città.

f.d.m.


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