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“Black Wolf Kombat Academy”: a scuola di MMA, brazilian jiu-jitsu e valori dello sport

ASCOLI - Torna l’appuntamento con “L’altro sport”: ospite di questa settimana il maestro di arti marziali Massimo Valentini, che ci presenta le attività della sua accademia
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di Federico Ameli

Una passione che viene da lontano quella di Massimo “Black Wolf” Valentini, coach, personal trainer e maestro di arti marziali della Black Wolf Kombat Academy di Ascoli. Dal punto di vista geografico, certo, dato che stiamo parlando di discipline sviluppate dall’altra parte del mondo, ma non solo.

«Sono figlio d’arte, anche mio padre era un artista marziale» racconta Massimo. «All’età di cinque anni ho vissuto in prima persona degli episodi di bullismo e da lì ho iniziato a praticare le arti marziali. Devo dire che gli inizi non sono stati incoraggianti: ho praticato karate per un anno, ma senza troppo successo. Poi, per fortuna, ho trovato la mia dimensione nel kung fu, arrivando fino al quarto Dan. Grazie al kung fu mi sono innamorato del mondo delle arti marziali: ho visto tutti i film di Bruce Lee e Jean-Claude Van Damme e non ho mai smesso di allenarmi».

«Da atleta non ho raggiunto traguardi eccezionali» sostiene Massimo, forse lasciando trasparire un’eccessiva dose di modestia «anche perché storicamente, nella cultura sportiva ascolana del settore, non si è mai puntato molto sulle competizioni vere e proprie. La mia ultima partecipazione degna di nota è stata quella al campionato del mondo di kung fu tradizionale nel 2011, in cui mi sono classificato settimo. In questi ultimi mesi sto cercando di rimettermi in forma per tornare a gareggiare, ma il mio principale obiettivo resta quello di preparare al meglio i miei ragazzi».

Già, perché Massimo, assieme ai suoi collaboratori, oltre a seguire anche le vicende sportive di un team succursale dell’Aquila, gestisce da anni una delle scuole di arti marziali più note del territorio, la Black Wolf Kombat Academy di via de Dominicis, frequentata da più o meno aspiranti artisti marziali di ogni età.

«Abbiamo corsi per bambini dai 4 ai 14 anni, mentre per quanto riguarda gli adulti non ci sono limiti di età. Anche i meno giovani possono allenarsi con noi, conosco ottantenni che ancora partecipano senza problemi ai campionati mondiali».

La proposta sportiva della Black Wolf è incentrata su MMA, Grappling e brazilian Jiu-jitsu, discipline che negli ultimi anni hanno preso sempre più piede anche in Italia.

«Sono gli sport da combattimento in più rapida espansione a livello mondiale. L’MMA è stata l’unica disciplina ad aver fatto eventi anche durante la fase critica dell’emergenza sanitaria, mentre il Jiu-jitsu dà meno nell’occhio perché si basa sulla sottomissione, e di conseguenza è anche meno scenico. Posso assicurare, però, che praticandolo ci si innamora di questa specialità, anche perché è molto più leggera e meno impegnativa, oltre a dare un notevole giovamento dal punto di vista fisico».

Sport da combattimento in gara, ma con un’applicazione pratica e funzionale anche nella quotidianità, ovviamente con le dovute precauzioni e senza per questo sfociare necessariamente nella violenza gratuita. 

«Gli insegnamenti di queste discipline sono anche quelli che danno i frutti migliori nella vita di tutti i giorni, rivelandosi molto utili anche a livello di difesa personale, in particolar modo il Jiu-jitsu. In questi anni ne ho viste tante e posso dire che, purtroppo, pensare che certe cose non possano accadere è sbagliato. Nella nostra società sapersi difendere è fondamentale e credo fermamente che prevenire sia meglio che curare».

Lo staff dell’Academy segue da vicino lo sviluppo tecnico e atletico dei ragazzi avvalendosi anche della collaborazione di diversi esperti del settore.

Psicoterapeuti, massaggiatori, ma anche una nutrizionista – «nelle competizioni esistono delle categorie di peso da rispettare» ci ricorda Valentini – che vanno a formare un gruppo di lavoro altamente specializzato. Il tutto è ovviamente finalizzato ai risultati, come dimostrano anche i tanti titoli italiani e i quattro titoli europei conquistati dalla scuola nel brazilian Jiu-jitsu, ma dopotutto, vincere non è l’unica cosa che conta.

«Quella di partecipare alle gare è una scelta personale, ci si può anche allenare solo per tenersi in forma o per stare insieme agli altri. Tra i nostri ragazzi abbiamo sia l’agonista con degli obiettivi sportivi ben chiari che l’atleta che vuole solo divertirsi, ovviamente in base all’età, alle necessità e, nel caso dei minorenni, al parere dei genitori. È chiaro che un impiegato non può presentarsi sul posto di lavoro con un occhio nero, per questo cerchiamo di ricalibrare l’attività sportiva e i carichi di lavoro in base alle esigenze di ognuno. Quello che posso dire, comunque, è che per noi l’arte marziale è una seconda famiglia, ci si aiuta a vicenda e il lato sportivo viene sempre dopo quello umano. Potrà sembrare strano, ma il nostro è un vero e proprio sport di squadra».

Dopo qualche mese di stop causa coronavirus, anche per la Black Wolf Kombat Academy è ormai tempo di riaprire i battenti.

«Già da diversi mesi, la palestra di via de Dominicis è oggetto di lavori di ristrutturazione che, col passare del tempo, hanno subito dei fisiologici ritardi. Al momento, pare che a partire dal 15 giugno potremo tornare ad allenarci a pieno regime, ma non sappiamo ancora dove. Per il momento ci stiamo limitando ad una preparazione atletica e tecnica individuale in una struttura di Colli del Tronto, ma siamo in attesa di una comunicazione ufficiale da parte dell’assessore Stallone. Posso assicurare che, dopo trent’anni di combattimenti, trascorrere tre mesi in casa non è facile, così come immagino non sia stato facile per nessuno, ma non vediamo l’ora di ripartire».

 

 


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