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Operatori sanitari, dal Covid
al calendario per la Caritas:
«Non siamo eroi, solo professionisti»

SAN BENEDETTO - La testimonianza di Andrea Trasatti, infermiere del 118 del "Madonna del Soccorso", in prima linea con i colleghi del Pronto Soccorso e della Rianimazione durante l'emergenza sanitaria. Tutti insieme, inoltre, in quel periodo hanno raccolto foto e ne hanno fatto una pubblicazione venduta a scopo benefico 
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Il calendario realizzato dal personale del 118 e del Pronto Soccorso del “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

 

Se ne andranno i segni delle mascherine sui volti del personale sanitario dell’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto, impegnato in prima persona nella cura dei pazienti Covid.

Ma probabilmente il tempo non servirà a cancellare le emozioni che hanno travolto anche quelli di loro meno inclini al sentimentalismo, nei giorni clou dell’emergenza, quando si trovavano davanti persone sofferenti e impaurite, vittime di un nemico invisibile e sconosciuto.

Tanti i momenti condivisi tra colleghi, intorno ai quali la vita e la morte si passavano il testimone senza una precisa regia. Preoccupati, inevitabilmente, anche per la loro stessa salute e per quella dei familiari che li aspettavano a casa.

Ecco allora il valore di una testimonianza che cristallizza il momento e lo tramanderà quando i ricordi sbiadiranno. E’ di Andrea Trasatti, infermiere del 118 di San Benedetto, che si fa portavoce dei colleghi di Pronto Soccorso e Rianimazione.

Questo lo spirito di una calendario, nato da una raccolta di foto che immortalano momenti che meritano di rimanere impressi nella memoria. Ma che è diventato occasione, ulteriore, per uno slancio di generosità verso chi ne ha bisogno. Che sia una vittima di un incidente, un malato di Covid, o una famiglia che non arriva a fine mese.

L’evento di beneficenza in piazza Giorgini, con Samanta Massicci e il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti

A questi ultimi sono stati donati, attraverso la Caritas della Diocesi di San Benedetto e del responsabile don Gianni Croci, 1.300 euro ricavati dalla vendita del calendario. All’evento, realizzato in piazza Giorgini, ha partecipato anche il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti.

Oltre al calendario sono state vendute serigrafie messe gratuitamente a disposizione dell’iniziativa di Samanta Massicci, moglie di Andrea Trasatti.

L’artista ha realizzato e donato all’Area Vasta 5 la serigrafia “Siamo tutti sulla stessa barca”, che sarà affissa al “Madonna del Soccorso”.

Ecco le toccanti parole di Andrea Trasatti:

«Sono un infermiere del 118.

Con i colleghi del Pronto Soccorso e Rianimazione ogni giorno viviamo alti livelli di stress,  assorbendo indirettamente l’atmosfera dolorosa dell’evento trattato, ci adattiamo ad ogni tipo di situazione che sia vita o morte con una grande unione di squadra questa è la nostra peculiarità.
Ci siamo trovati a combattere davanti ad un mostro invisibile ed insidioso senza avere il tempo di realizzarlo.

Di certo non ci siamo tirati indietro anzi con più forza e tenacia ci siamo bardati e con le armi che avevamo a disposizione ci siamo catapultati come soldati al fronte, contro un killer insidioso ed invisibile che uccide.

Nessuno di noi era preparato al 100%, ci siamo preparati giorno per giorno e purtroppo alcuni dei nostri colleghi dell’emergenza sono rimasti colpiti dal Covid.

Una di loro con l’aggravarsi delle sue condizioni è stata successivamente intubata. Ancora oggi “La Guerriera” cosi definita da tutti noi a distanza di 2 mesi pur avendo sconfitto il virus sta ancora scontando una lunga e difficile convalescenza.

Molti di noi, me compreso, con sacrificio affettivo nonché economico si sono dovuti trasferire in b&b hotel o case in affitto nei pressi dell’ospedale per stare più vicini al lavoro in caso di urgenze.

Siamo stati lontani dalle nostre  famiglie per evitare il rischio di contagio.  

La pandemia per noi tutti operatori dell’ospedale Covid – 19 ”Madonna del Soccorso” nella sua fase più acuta è stata sofferenza, difficoltà, impegno.

Ma soprattutto una sfida per salvaguardare sempre al primo posto la salute dei pazienti.

Non ci siamo mai definiti “eroi” e tanto meno “martiri”.

In realtà siamo professionisti della Sanità e il nostro lavoro lo facciamo con dedizione e sacrificio da sempre, dando il meglio di noi stessi. Scienza e coscienza per assicurare la migliore qualità dell’assistenza e garantire appieno il diritto alla salute di tutti i cittadini.

Oggi che siamo giunti alla fase 3 l’incognita del futuro che ci attende è ancora incerta.

E noi siamo sempre qui in prima linea pronti ad affrontare con più esperienza il giorno che verrà.
Porteremo sempre con noi il bagaglio di dolori fisici e soprattutto psicologici, nel ripensare alle tantissime persone che abbiamo assistito colpite dal virus e alla sofferenza di chi ha lottato per sopravvivere e a chi invece non ce l’ha fatta.

Ma sarà anche bagaglio di piacevoli ricordi come l’evoluzione di cure più efficaci ambienti più sicuri, guarigioni, dimissioni e sorrisi dei pazienti che non dimenticheremo mai e ogni giorno ci danno la forza e la consapevolezza di risceglire questa professione e  perseguire la difesa della vita».


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