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Ascoli, Abascal studia la squadra
Provati diversi moduli,
prende piede l’ipotesi del 3-4-3

SERIE B - Tra una settimana si riparte con la disputa del recupero. I bianconeri cercano una formazione più offensiva. Si attendono notizie dalla Figc per la riduzione degli stipendi
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Trotta

di Bruno Ferretti

Meno sette. Manca una settimana esatta, almeno per Ascoli e Cremonese chiamate a disputare la partita di recupero. Come noto si giocherà a porte chiuse mercoledì 17 giugno al “Del Duca” (ore 18,30). Il campionato ripartirà sabato 20 e domenica 21 giugno quando l’Ascoli ospiterà il Perugia.

Scamacca

Sarà uno scontro salvezza: alta la posta in palio. L’Ascoli vincendo si porterebbe a quota 35 lasciando nei guai la rivale che invece cerca un exploit esterno (come quello di Frosinone prima della sosta) per scavalcare i bianconeri.

Interessante sarà vedere con quale modulo tattico Abascal manderà in campo la sua squadra. Si è parlato di un 4-3-3 o il un più classico 4-3-1-2 ma nelle ultime sedute è stato provato anche un inedito 3-4-3, una formazione piuttosto offensiva per scardinare la difesa ospite.

Il tridente offensivo sarebbe composto da Trotta (a destra), Scamacca (al centro) e Ninkovic (a sinistra). Ma c’è anche la candidatura importante di Morosini (4 gol in 8 partite) in alternativa a Trotta. Incertezza massima a centrocampo: proviamo ad anticipare la presenza di Cavion ed Eramo in mezzo, Sernicola e Andreoni sugli esterni. Mentre in difesa non dovrebbero esserci dubbi di sorta con il trio Gravillon, Brosco e Ranieri. Fra i pali ovviamente Leali.

Ninkovic

In questo finale di campionato, l’Ascoli, come più volte ripetuto sarà danneggiato più di altre squadre dalle porte chiuse ovvero senza tifosi visto che 7 delle 11 partite rimanenti sono casalinghe.

La spinta dei tifosi è sempre stata un’arma in più al “Del Duca” e lo sarebbe stata anche in questo finale di stagione: con la Cremonese, in una partita di cartello, non è azzardato dire che ci sarebbero stati almeno 6.000 spettatori.

E invece potranno accedere un massimo di 300 persone (150 per ciascuna società) compresi gli addetti ai lavori. Uno spettacolo per pochissimi. Ma il virus è inesorabile e non consentiva altre scappatoie per non rischiare di peggiorare la situazione.

Intanto si attendono dalla Lega le determinazioni per il taglio degli stipendi relativi ai mesi di inattività. Si sta cercando una soluzione comune per evitare caso per caso. Secondo indiscrezioni ciascun giocatore e tecnico dovranno rinunciare al un mese e mezzo delle loro spettanze. La trattativa vede coinvolta anche l’Associazione calciatori (Aia), l’organo sindacale del movimento.


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