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Vita di montagna contro sisma e pandemia:
a Montemonaco il turismo stenta, ma il sindaco rilancia:
«Il nostro è un patrimonio unico»

MONTEMONACO - Un’oasi di paradiso tra i Sibillini che sta facendo i conti con gli strascichi di una doppia "mazzata". L’emergenza sanitaria ha oscurato le bellezze del territorio: zero i casi di Coronavirus, ma si fa fatica. Il primo cittadino Francesca Grilli: «Nuovo servizio bus navetta, presto un’area camper»
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Un suggestivo scorcio di Montemonaco

di Andrea Vagnoni (foto) e Andrea Pietrzela (testo)

Aria fresca quasi pungente e panorama da cartolina: casette d’altri tempi e vista mozzafiato con monti e vallate a perdita d’occhio. Sono queste le prime cose che si notano quando si arriva a Montemonaco, a 988 metri sul livello del mare. Siamo nel secondo Comune più alto delle Marche (dietro Bolognola, in provincia di Macerata): non a caso, come spiega un cartellone all’ingresso del Comune, dalle sue vette è possibile ammirare il paesaggio naturalistico dal Monte Vettore fino (e oltre) al Monte Conero. Una successione di creste, gole, boschi e pendii pietrosi tra i quali si possono distinguere anche alcune città come Amandola, Civitanova Marche e Macerata. Montemonaco guarda dall’alto tutta la Regione e offre un panorama unico nel suo genere, completo di tutte le bellezze che caratterizzano il territorio marchigiano.

Francesco, agricoltore che non molla

GLI ABITANTI – Ma non è tutto oro quello che luccica. Il piccolo Comune ascolano di 581 abitanti stava ancora facendo la conta dei danni causati dal sisma (le mura antiche saranno da transennare per una questione di sicurezza) quando ha dovuto fronteggiare anche la crisi economica da pandemia. «Prima il terremoto, poi il coronavirus. -confida sconsolato un barista del paese- Qui l’unica cosa che potrebbe salvarci è il turismo: speriamo che le zone di montagna tornino presto a popolarsi». «Si pensa solo al turismo, ma la verità è che il Parco non tutela neanche il territorio – rincara la dose Francesco, un agricoltore – e nessuno pensa alle aziende agricole che mantengono Montemonaco: non si parla del dissesto idrogeologico in corso o del pericolo faunistico dei cinghiali che distruggono le coltivazioni. E intanto qui le aziende agricole sono sempre di meno». Ma questa sarà un’altra storia.

La parte alta del borgo

IL SINDACO – Neanche le istituzioni se la passano benissimo. La sede comunale storica è terremotata, c’è stato il trasferimento alla vecchia scuola e attualmente si lavora in due sedi decentrate. Il sindaco Francesca Grilli abbiamo dovuto contattarlo telefonicamente: «Dispiace per il turismo e per la città: abbiamo dovuto annullare tutti gli eventi come i festival o la rassegna teatrale, speriamo di ripartire con la sagra della castagna l’ultimo weekend di ottobre».

Il parchetto

Anche se, post lockdown, qualche segnale positivo si è visto. «Finita la quarantena, c’è stato un assalto alla montagna perché si è sentito il bisogno di aria aperta e di recuperare il rapporto con la natura -continua il primo cittadino del comune, che non ha registrato casi di Coronavirus-. Noi ci proponiamo con i gioielli che abbiamo: Monte Sibilla, Lago di Pilato, Lago di Gerosa. Questo è il patrimonio ambientale e storico di importanza internazionale che dobbiamo tutelare. C’è stato chi ha lasciato rifiuti e mascherine a terra, ma per fortuna la maggior parte della gente si è comportata bene. Noi come amministrazione comunale, per evitare inquinamento e pericolo, abbiamo chiuso ai veicoli l’accesso alla strada della Sibilla e abbiamo fatto un ulteriore sforzo per mettere a disposizione una navetta per portare al rifugio ai turisti: siamo partiti in via sperimentale lo scorso weekend».

E per rilanciare il turismo c’è un’ulteriore mossa in programma: «C’è un’area camper che è del Comune ma che non è mai stata aperta: noi abbiamo preso in mano questo campeggio e stiamo lavorando ad un progetto per ospitare circa 100 persone tra tende e camper, contiamo di poterlo far entrare in funzione il prossimo anno».

Nel frattempo il Comune di Montemonaco appare molto ben curato ed esaltato nella sua bellezza paesaggistica e naturalistica. Abbiamo scoperto che la gestione del verde, oltre che la manutenzione delle strade, la pulizia della (tanta) neve d’inverno e i viaggi degli scuolabus, gravano su una squadra composta da ben tre dipendenti comunali, uno dei quali tra l’altro senza patente e dunque impossibilitato a guidare. Una mole di territorio ampia (21 frazioni) coperta da una forza lavoro estremamente ridotta, compensata da una forza d’animo impressionante evidentemente alimentata dall’amore per il territorio e per la montagna.

Foce, l’inizio del tragitto verso il Lago di Pilato

Foce di Montemonaco

Foce di Montemonaco

Foce di Montemonaco

Foce di Montemonaco

Il camping di Montemonaco



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