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Il ponte tra San Pietro in Castello
e viale Federici arriva in Consiglio

ASCOLI - La nuova opera sarà lunga 90 metri ad unica campata in acciaio e cemento precompresso con un disegno a corda molla. L'obiettivo è disincentivare l'uso dei veicoli per arrivare in centro storico favorendo la mobilitò ciclo pedoale
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L’area dove sorgerà il nuovo collegamento pedonale

di Renato Pierantozzi

Il Comune prepara le “carte” necessarie per realizzare il nuovo ponte ciclopedonale in grado di “accorciare” sensibilmente la distanza tra viale Marcello Fedeerici (quartiere di Campo Parignano) e il centro storico con arrivo al nuovo parcheggio di San Pietro in Castello. Si tratta di un’opera prevista nel progetto di riqualificazione urbana “Iti” e che sta entrando ora nella fase concreta. In Consiglio comunale, nella prossima seduta in programma a luglio, arriverà la delibera per far partire la variante urbanistica necessari per realizzare la nuova opera. L’Arengo punta così sulla “Smart mobility” finalizzata a ripensare l’infrastruttura urbana per una migliore sostenibilità dei trasporti lasciando a casa l’auto e prendendo la bici per arrivare in centro anche dai quartieri. Ma come sarà il nuovo ponte?

Il vicesindaco con delega all’urbanistica Giovanni Silvestri (Foto Vagnoni)

Il progetto è stato messo a punto dall’ingegnere del Comune Maurizio Piccioni e prevede la realizzazione come detto di un ponte pedonale di collegamento tra il parcheggio di San Pietro in Castello e la trafficata via Marcello Federici. La finalità è quella di creare un collegamento “di mobilità dolce tra la periferia e il centro storico disincentivando l’uso dell’auto privata e di conseguenza riducendo la produzione di CO2 e polveri sottili”. Tecnicamente il ponte sarà realizzato con una luce di 90 metri, ad unica campata in acciaio e cemento precompresso con un disegno a corda molla. Non sarà quindi necessario realizzare una pila in alveo. Il ponte sarà dotato di pubblica illuminazione e permetterà la riqualificazione delle aree collegate dal progetto, tali aree infatti grazie al flusso di nuovo traffico ciclistico e pedonale e alla nuova illuminazione saranno più utilizzate e sorvegliate e perderanno la loro natura di degrado e isolamento.


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