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Arengo, interrogazioni senza risposta:
Nardini e Canzian
minacciano di chiedere
l’intervento del prefetto

ASCOLI - I consiglieri di "Ascolto & Partecipazione", in attesa da nove mesi, inviano una lettera aperta al presidente del Consiglio comunale, Alessandro Bono. «Quando si tratta soprattutto di gruppi di maggioranza, interrogazioni e mozioni vengono prontamente posti all’ordine del giorno»

Interrogazioni e mozioni nel dimenticatoio da nove mesi. I consiglieri comunali del gruppo consiliare di “Ascolto & Partecipazione”, Emidio Nardini e Antonio Canzian, denunciano ritardi in violazione dei regolamenti comunali. E minacciano anche di chiedere l’intervento del prefetto per far rispettare i tempi delle risposte.

Con una lettera aperta al presidente del Consiglio comunale di Ascoli, Alessandro Bono, entrano nel dettaglio. C’è pendente tra l’altro anche l’interrogazione sulla sicurezza degli edifici scolastici di drammatica attualità. Ora che sono state rese note le linee guida del Governo c’è da decidere quali contenitori possono essere utilizzati e quali no anche in considerazione della vulnerabilità sismica.

Antonio Canzian e Emidio Nardini di A&P

«Come sa – scrivono Nardini e Canzian – il ruolo del Consiglio comunale è  quello di indirizzo e di controllo dell’azione amministrativa del Comune e la esercita, rispettivamente, attraverso atti deliberativi e mozioni e attraverso interrogazioni e interpellanze (articolo 25 dello Statuto). Come gruppo consiliare abbiamo, dall’inizio di questa consiliatura, presentato poche ma qualificate interrogazioni e mozioni: sul recupero crediti del Comune il 9 settembre 2019, sulla sicurezza degli edifici scolastici il 26 novembre 2019, sulle barriere architettoniche il 13 dicembre 2019 e sull’accordo Ciip-Multiutility Aimag il 19 maggio 2020.

Non solo. Il 10 dicembre 2019 abbiamo presentato una proposta di delibera consiliare avente per oggetto il “Regolamento comunale per la promozione della democrazia partecipativa” che rappresenta un obiettivo fondamentale della nostra proposta politica. Tutte le nostre interrogazioni chiedevano una risposta scritta e orale.

Il presidente del Consiglio, Alessandro Bono (Foto Vagnoni)

All’interrogazione viene data, entro trenta giorni dalla presentazione, risposta scritta dal sindaco o dall’assessore competente (articolo 29 del Regolamento). Ad oggi non abbiamo ottenuto né l’una, né l’altra. Le ricordiamo che ove la risposta non venga data entro trenta giorni dalla presentazione, il presidente del Consiglio, cioè lei, “diffida il soggetto competente a provvedere entro trenta giorni dalla data di scadenza trascorsi i quali provvede ad inviare al soggetto inadempiente una censura consiliare” (articolo 29). Le ricordiamo, inoltre, che per le proposte di delibera consiliare “gli uffici competenti sono tenuti, sentito il segretario comunale, comunque non oltre trenta giorni, a provvedere all’istruttoria” (articolo 26).

Avrà notato – proseguono Nardini e Canzian – che sono trascorsi oltre sei mesi dalla presentazione dei nostri atti e che interrogazioni e mozioni presentati anche molto dopo da altri gruppi consiliari, soprattutto di maggioranza, sono stati invece prontamente posti all’ordine del giorno come se si scegliesse arbitrariamente quali discutere e quali invece no. Ma questa è solo una nostra maliziosa interpretazione. Il ruolo di consigliere comunale, soprattutto di minoranza, è quello di indirizzo e di controllo. Se tale ruolo non viene difeso, inevitabilmente viene di fatto impedita la nostra funzione. Le chiediamo pertanto -concludono – di rispettare e di far rispettare lo statuto e il regolamento del Consiglio comunale. In caso contrario non abbiamo altra possibilità che segnalare tale grave inadempienza al prefetto affinché assuma le decisioni che riterrà più opportune».


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