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Dai Sibillini alla Laga,
tutti in montagna
Ma occorre rispetto

PICENO - Che il Covid abbia avuto l'effetto di far riscoprire l'entroterra? Un weekend con numeri importanti. La zona montana deve però essere messa nelle condizioni ideali per accogliere. L'esempio di Colle San Marco e San Giacomo. La mancanza di senso civico dilaga, tra moto che sfrecciano e rifiuti
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Una parte della visuale da Colle San Giacomo

di Luca Capponi

Ci voleva il Covid per far riscoprire la montagna? Forse è ancora presto per dare un risposta, ma i segnali sono incoraggianti. Vuoi per gli effetti della quarantena ancora da “smaltire”, vuoi per la possibilità di stare a distanza senza patemi d’animo, l’assalto ai monti, primariamente nel weekend, sembra aver convinto molti ad attuare, era ora, la riscoperta del meraviglioso entroterra piceno.

Un biker a San Giacomo

Dai Sibillini fino alla Montagna dei Fiori, passando per il comprensorio della Laga. Speriamo che duri. Ma soprattutto speriamo che l’area montana, già duramente provata dal sisma, venga messa nelle condizioni più adatte per poter essere sempre più accogliente. E che venga innanzitutto rispettata. Cose per la verità ancora lontane, soprattutto in certe zone.

Un esempio. I tanti amati Colle San Marco e Colle San Giacomo, mete predilette dagli ascolani e non solo ma da anni carenti dal punto di vista dei servizi. Nell’ultimo fine settimana di giugno, letteralmente invasi da tanti visitatori vogliosi di refrigerio, relax e sport, con tanti ciclisti e camminatori.

Dal pianoro fino alla cima dove si scorge un panorama pazzesco fino al Mare Adriatico, ma anche sui punti lungo la strada ove è possibile parcheggiare l’auto e sostare a campeggiare. Luoghi dal potenziale enorme, e quasi del tutto inespresso.

Una delle pinete di San Marco durante il pomeriggio di domenica

Segnaletica dei sentieri (e non solo), servizi, strade poco agevoli, decoro; c’è molto da fare, e c’è da farlo presto. Qui si attende un rilancio da secoli. Ed ora l’occasione sembra essere propizia.

Vero è che senza senso civico non si va da nessuna parte. Se da una parte i cestini per buttare i rifiuti sono pochi, ciò non vuol dire che gli stessi vadano abbandonati dove capita. E invece, capita di vedere persino mascherine e guanti buttati in terra, nel verde.

Se poi, come capita nelle ore notturne, ci si mettono pure i vandali a rompere ciò che trovano, il gioco è fatto. Non ci siamo.

Così come non va bene assistere quotidianiamente ai gran premi di auto e moto lungo la strada che da Ascoli arriva fino a San Giacomo. Uno sfrecciare indegno, che mette in pericolo tutti, più volte segnalato dai residenti e non solo, ma invano. Si corre troppo.

Il grande spiazzo di San Giacomo il cui fondo è rovinato in più punti

Capitolo sentieri: tra sabato e domenica sono stati avvistati un paio di gruppi di turisti intenti a raggiungere San Marco a piedi lungo la strada asfaltata, un gruppo anche in orario notturno, senza le precauzioni del caso (i giubbini segnalatori), e con estremo rischio. Forse ignari che esiste un bel tracciato tra i boschi che dalla zona di Porta Cartara arriva fin su. Fatto che dovrebbe far riflettere.

 

 

 


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