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Decreto Rilancio e incentivi,
Confartigianato:
«Situazione di stallo,
danni al settore edilizio»

IL PRESIDENTE di Ascoli, Fermo e Macerata Fratoni critica la mancanza dei decreti attuatitivi in merito alla detrazione del 110%: «Dopo il lockdown i cantieri sono costretti a fermarsi di nuovo poiché non si conoscono le procedure, è inaccettabile»

Alla vigilia della possibilità di poter usufruire degli incentivi per l’efficientamento energetico, adeguamento sismico, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici, norma meglio conosciuta come detrazione del 110 %, ancora non si conoscono i decreti attuativi.

Giuliano Fratoni, presidente edili di Confartigianato, con Renzo Leonori e Pacifico Berrè

Infatti la norma prevista dall’articolo 119 del decreto legge 34, che ha lo scopo di rilanciare le attività del settore casa, del risparmio energetico e della messa in sicurezza degli edifici, ad oggi attende ancora i decreti attuativi necessari per conoscere modalità e procedure su come avviare la pratica ed usufruire dei benefici previsti dalla legge.

La norma dà la possibilità di detrarre fino a 60.000 euro per l’isolamento termico, fino a 30.000 per la sostituzione degli impianti di climatizzazione, fotovoltaico, adeguamento sismico, istallazione impianti per la ricarica di veicoli elettrici, nella misura del 110% per le spese sostenute, documentate e rimaste a carico del contribuente, dal 1 luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, che verranno ripartite in cinque quote annuali di pari importo.

A tal proposito, Confartigianato sta programmando per in prossimi giorni un nuovo incontro online sulle novità relative alla norma in questione.

«La norma contenuta nel “Decreto Rilancio” – afferma Giuliano Fratoni, presidente del settore edilizia di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo – ha provocato una situazione di stallo per l’attesa del 1 luglio, creando seri danni al settore. E’ inaccettabile che dopo il lockdown provocato dalla pandemia, i cantieri siano costretti a fermarsi di nuovo poiché non si conoscono ancora le procedure».

«Basti pensare che manca innanzitutto la conversione in legge del decreto, poi i decreti attuativi e a seguire le direttive dell’Agenzia delle Entrate per rendere certi gli interventi previsti -continua-. Riteniamo inoltre fondamentale che nella norma agevolativa possano rientrare anche tutti i lavori, aventi i requisiti richiesti dal decreto, iniziati dal 1 gennaio scorso. Abbiamo per quanto possibile cercato di informare prontamente le nostre imprese attraverso un webinar dedicato a questo argomento, ma purtroppo senza poter dare certezze. Nel frattempo ci stiamo occupando della cessione del credito, coinvolgendo banche e compagnie assicurative, affinché sostengano le operazioni delle piccole imprese, per evitare che questa opportunità pesi e rechi danni sulla liquidità».

 


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