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Centro Sportivo Italiano,
via al progetto “Safe Sport”

ASCOLI - Il lockdown non ha fermato lavoro e a buona volontà degli operatori del Csi, che hanno organizzato i campi estivi
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di Simone Corradetti

Il lockdown, non ha arrestato il lavoro e la buona volontà degli operatori del Csi ascolano. Dopo la sospensione del progetto “Il mio campo libero” nella casa circondariale di Marino del Tronto, a causa dell’emergenza Coronavirus, si è provveduto all’organizzazione dei campi estivi, nel rispetto delle normative regionali e nazionali di contenimento dell’infezione da Covid 19.

Un ripristino del diritto alla socialità e al gioco dei minori, con la consapevolezza che non sarà un’estate come le altre, viste le ripercussioni della pandemia globale. A risentire di questa restrizione forzata, sono stati soprattutto i più piccoli, che in questa fase 3 andranno, non solo osservati, ma anche reintrodotti in contesti di positività e socializzazione. I bambini hanno perso le loro abitudini, il tempo scandito da attività quotidiane, quelle che aiutano a costruire una sicurezza, e che li rendono capaci di interagire con l’ambiente.​
Se è vero che c’è stata l’occasione di vivere maggiormente la famiglia, in molti casi la conciliazione dei tempi familiari con il lavoro, hanno costretto i bambini a trovarsi spesso davanti alla tv o al cellulare.

La didattica a distanza, se da una parte ha garantito la prosecuzione della scuola, dall’altra ha fatto in modo che dietro ad ogni PC c’era un mamma che piangeva, costretta ad inventarsi di tutto e di più, per convincere i propri bambini ad essere interattivi con le video lezioni.​

Questa stagione, con la proposta dei centri estivi, può rappresentare una grande opportunità per far recuperare la socialità dei bambini attraverso una alleanza tra le istituzioni e le organizzazioni presenti sul nostro territorio, che offrono questo tipo di servizio.​

Il Centro Sportivo Italiano, in conformità alle linee guida emanate dall’ufficio per lo sport della presidenza del consiglio dei ministri, e dal dipartimento per la famiglia, al fine di garantire una ripartenza in “sicurezza”, ha avviato il progetto “Safe Sport” predisponendo protocolli di formazione per tutti gli operatori impegnati in tale servizio.​ E’ fondamentale avere a cuore le giovani generazioni, perché rappresentano il futuro dell’Italia.


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