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Crisi idrica: «L’acqua è finita,
ma c’è chi annaffia l’orto
o riempie la piscina»
(Il video)

ASCOLI - Il grido d'allarme e di dolore della Ciip che sta cercando senza sosta nuove fonti. Il 17 luglio è in programma un sopralluogo a Forca Canapine per ottenere il permesso per la captazione della nuova sorgente individuata nei pressi del traforo. Per la depurazione si cerca un accordo con l'Iren di Reggio Emilia che si è aggiudicata all'asta gli impianti della Picena Depur
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Da sinistra il presidente Giacinto “Pino” Alati e il direttore Giovanni Celani (Foto Stefano Capponi)

di Renato Pierantozzi

Crisi idrica, nuovo allarme rosso da parte della Ciip spa (siamo al terzo stadio) che si appella alla popolazione. «L’acqua non c’è più, ma ancora negli ultimi giorni ci sono state persone che hanno annaffiato l’orto o riempito le piscine. Per colpa loro, magari qualcuno rischia di non poter fare la doccia. Abbiamo chiesto ai sindaci di intensificare i controlli». E’ il grido di dolore lanciato dal neo direttore della società, Giovanni Celani nel corso della conferenza stampa tenutasi alla sede della società. «Con il caldo dei giorni scorsi -aggiunge Celani- abbiamo rischiato grosso.

Una delle vasche dell’impianto Ciip di Castel Trosino (Foto Andrea Vagnoni)

La situazione di Ascoli, Folignano e Maltignano è un po’ più rosea perché c’è l’acquedotto di soccorso di Castel Trosino che sta garantendo l’acqua dalla Montagna dei Fiori. Sui casi di acqua rossa abbiamo visto situazioni diverse con problemi in una casa di via Boito ad Ascoli, mentre nell’appartamento vicino usciva senza problemi».

L’azienda, intanto, è a caccia di nuove sorgenti e presto potrebbero esserci buone notizie da Forca Canapine dove è pronto un pozzo da cui spillare circa 100 l/t al secondo anche se manca ancora l’ok da parte degli enti. Altri pozzi sono stati scovati in zona Foce di Montemonaco ma anche lì serve l’ok delle istituzioni, Parco in primis. «Il 17 ci sarà un sopralluogo -dice il dirigente Carlo Ianni– da parte nostra riteniamo che non serva un periodo di osservazione di un anno visto che la sorgente fa parte dello stesso acquifero di Capodacqua. Le stesse autorità ci impongono di clorarla. L’acqua dei Sibillini invece serve per rifornire San Benedetto, la Vallata e parte del fermano». Sul fronte della depurazione l’azienda sta cercando di rientrare nella partita della Picena Depur attraverso contatti con l’Iren di Reggio Emilia che si è aggiudicata all’asta gli impianti ex Unieco. Nei giorni scorsi, i vertici della Ciip si sono recati proprio a casa dell’Iren per un primo contatto. Intanto dopo le proteste sui social e gli attacchi ricevuti anche sul caso depurazione, il presidente Alati, al quarto mandato e alla vigilia dei 70 anni, rassicura tutti: «Non mollo e vado avanti. La Ciip è una grande azienda e deve essere tutelata».


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