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Disoccupati Piceni:
«Sindaci preoccupati
per i tecnici
della Ricostruzione, e noi?»

LAVORO - Il comitato torna a far sentire la propria voce in occasione della protesta dei primi cittadini dopo la bocciatura di alcuni emendamenti del Decreto Rilancio da parte della commissione bilancio della Camera

«I sindaci protestano per la stabilizzazione dei tecnici per la ricostruzione. Perché per tutti gli altri disoccupati residenti nelle Marche nessun sindaco, e lo stesso presidente dell’Anci, non protestano?».

Torna a far sentire la propria voce il comitato “Disoccupati Piceni” in occasione del “no” della commissione bilancio della Camera che ha bocciato alcuni emendamenti del Decreto Rilancio, legato alla ricostruzione post sisma del centro Italia, e quindi delle Marche, e quindi anche della provincia di Ascoli.

E aggiungono: «Si festeggia il cinquantesimo anno della Regione, ma le condizioni di vita del Piceno sono sempre più precarie, con mancanza di infrastrutture, disoccupazione alle stelle. E siamo anche l’unica provincia senza un ateneo universitario autonomo.

Nelle Marche ci sono tre aree di crisi industriali, e questo significa che mancano quasi centomila posti di lavoro stabili. I sindaci – insistono –  come scritto nella Costituzione e negli Statuti comunali, dovrebbero promuovere sviluppo economico, coesione e solidarietà sociale per rimuovere gli squilibri economici e sociali.

In questa grave crisi, invece, la loro unica protesta e quella del presidente dell’Anci e di alcuni nostri parlamentari è per la stabilizzazione del personale degli Uffici speciali. Sono assunzioni legittime, ma noi vogliamo sottolineare che queste persone dovrebbero protestare anche per tutti i disoccupati.

Il nostro auspicio – la conclusione di Disoccupati Piceni – è che queste tematiche del lavoro e dello sviluppo entrino concretamente nei programmi elettorali di tutte di liste per la Regione non restando promesse come è successo finora».


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