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L’edilizia sta ripartendo dopo la crisi,
ma non si trovano più muratori ascolani

ASCOLI - I sindacati di categoria fanno il punto sullo stato di salute del comparto un tempo volano dell'economia picena. «Dopo il picco di retribuzioni annue di 42 milioni di euro eravamo a scesi a 19 milioni per poi oggi risalire a 31, ma le imprese assumono personale del sud perché non lo trovano in zona»
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Lo scavo della nuova galleria di Trisungo

di Renato Pierantozzi

Tra ricostruzione post sisma e super bonus del 110%, l’edilizia è pronta a risorgere. «Adesso o mai più», confermano i segretari della categoria degli edili della triplice sindacale (Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil) anche se esplode il caso della mancanza di imprese e maestranze locali in grado di rispondere al prevedibile boom di mercato determinato soprattutto dal maxi incentivo statale cedibile anche a terzi. «Le imprese che sono sopravvissute alla crisi non sono così grandi -fa notare Silvio Armillei della Fenal-Uile certamente non in grado di prendere lavori del calibro della galleria di Trisungo per cui servono competenze specialistiche.

Paola Senesi

Per questo motivo molte si sono unite con realtà abruzzesi già esperte di ricostruzione dopo l’esperienza dell’Aquila, mentre per le assunzioni stiamo vedendo che stanno reclutando manodopera del sud». Ad Ascoli, tuttavia, c’è l’unica scuola edile di tutta le Marche che ogni bienni sforna una quindicina di nuovi muratori.

«E’ il caso -dice Paola Senesi della Fillea-Cgil– di programmare i corsi anche in base a quello che richiede il mercato che si sta orientando sempre di più verso la bioedilizia e la sostenibilità degli edifici». Da Tonino Passaretti (Filca-Cisl) arrivano alcuni dati interessati sul monte salari del settore a livello provinciale. «Prima della crisi eravamo sui 42 milioni di euro -afferma- per precipitare a 19 milioni nel periodo 2009-2014. Oggi siamo sui 31 milioni in ripresa. Solo per fare un esempio all’Aquila durante la ricostruzione si è arrivati anche a 60 milioni di retribuzioni pari a 16.000 occupati».


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