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Trecento persone all’addio
al giornalista Bruno Ferretti
«Un esempio per tutti»
(Le foto)

NELLA CHIESA di Sant'Agostino, nel capoluogo piceno, il funerale della storica firma del Messaggero. Sulla bara la maglia dell'Ascoli Calcio, deposta dai calciatori Troiano e Morosini. Attaccamento al lavoro, gentilezza e bontà d'animo erano le sue caratteristiche. Il presidente dell'Ordine dei giornalisti Elisei: «Un punto di riferimento per tutti noi». Hanno partecipato anche il sindaco Fioravanti e gli assessori Silvestri, Stallone e Brugni
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La maglia bianconera dell’Ascoli Calcio sopra la bara, tra i fiori, per l’addio a Bruno Ferretti.

Duecento persone, tra familiari, colleghi, amici, rappresentanti delle istituzioni e della società bianconera hanno partecipato, commosse, al funerale del giornalista ascolano scomparso a 67 anni a causa di una terribile malattia.

Nella Chiesa di Sant’Agostino, nel centro di Ascoli, è stato il parroco don Emidio Fattori, amico personale dello scomparso, a celebrare il rito religioso.

«Bruno è stato un esempio per la sua famiglia e per tutti. Sempre disponibile. Non diceva mai di no», ha sottolineato il sacerdote il quale ha ricordato che fu proprio lui a segnalare all’ora caposervizio della eedazione di Ascoli de “Il Messaggero”, Carlo Paci, quel ragazzo volenteroso e appassionato di calcio che si chiamava Bruno Ferretti.

E quel ragazzo ne ha fatta poi di strada con una carriera lunga 47 anni, diventando anche capo servizio del quotidiano romano, e raccontando con maestria e amore le imprese della squadra bianconera dagli anni d’oro della serie A, sotto la presidenza di Costantino Rozzi, fino a oggi.

I giocatori dell’Ascoli mentre appoggiano la maglia sopra la bara

Bruno Ferretti aveva l’Ascoli  nel cuore. A mettere la maglia bianconera sopra la bara sono stati due giocatori della squadra allenata da Davide Dionigi, Michele Troiano e Leonardo Morosini, accompagnati dall’addetta stampa Valeria Lolli. Presente anche il preparatore atletico Nazzareno Salvatori.

Tra i banchi, visibilmente commoso, c’era anche Carlo Mazzone zio dello scomparso.

Non hanno voluto mancare alla cerimonia anche l’ex dirigente ascolano della società Giuliano Tosti oltre ad altri esponenti del mondo dello sport.

Ma Bruno Ferretti era un giornalista a 360 gradi.

Gli hanno voluto rendere  omaggio il sindaco Marco Fioravanti, gli assessori comunali Gianni Silvestri (col quale il giornalista collaborò in alcune iniziative culturali), Nico Stallone e Massimiliano Brugni.

Franco Elisei durante il suo saluto al collega

Larga la rappresentanza dei giornalisti guidata dal presidente dell’Ordine delle Marche Franco Elisei. Tanti e tanti colleghi giunti anche da tutte le Marche, non solo del Messaggero e di Cronache Picene, il giornale online sul quale Bruno Ferretti ha scritto negli ultimi tre anni e del quale è anche socio fondatore.

E’ stata una cerimonia sobria e commovente.

Attaccamento al lavoro, gentilezza, bontà d’animo e popolarità.

Questo era Bruno Ferretti.

Rinunciava a corte e ferie, rinunciava anche a stare in famiglia, pur di scrivere ogni giorno gli articoli sulle imprese dell’Ascoli.

Così come, negli ultimi tempi, pur in condizioni fisiche precarie, ha continuato a scrivere sino alla fine.

Franco De Marco

«Tutti gli volevano bene perché l’attaccamento al lavoro, la gentilezza, la bontà d’animo, la generosità, erano i suoi segni distintivi dentro e fuori il giornale», ha ricordato il collega Franco De Marco che con lui ha condiviso 44 anni di giornalismo. Era un personaggio molto popolare.

Un’istituzione cittadina per lo sport e non solo.

Quando passeggiava nelle vie del centro tutti lo fermavano per chiederli un parere sull’Ascoli.

E lui non si risparmiava.

Non riusciva a passeggiare senza essere fermato.

Così come erano quotidiane le lunghe telefonate con tifosi, addetti ai lavori e colleghi.

Bruno Ferretti è stato anche un maestro prezioso per tanti giovani che volevano avviarsi al giornalismo.

«Un punto di riferimento», ha sottolineato il presidente dell’Ordine dei giornalisti Franco Elisei.

E’ stato anche consigliere dell’Ordine negli anni 1995-1998 e vice presidente dell’Ussi (Unione stampa sportiva) il cui presidente in carica, Andrea Carloni, ha voluto essere presente alla cerimonia funebre.

Attorno alla famiglia, la moglie Anna, i figli Marco e Dario, il fratello Andrea anche lui giornalista e direttore di “Cronache Picene”, si è stretta una grande comunità facendo sentire affetto e solidarietà.

Caro Bruno, già ci manchi.

Un abbraccio.

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