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Ascoli, il ds Bifulco:
«Altri 4 punti per la salvezza,
Dionigi l’allenatore arrabbiato
che ci voleva»

SERIE B - Intervista al direttore sportivo bianconero a un mese dal suo arrivo: «Non bisogna vanificare l’impegno con i cali di tensione. Tutti credono in quello che si fa, l’ambiente sprizza positività, la gente è contenta ma dobbiamo completare subito il nostro percorso. Col tecnico tutti i giocatori sono potenziali titolari. Ci riprenderemo l'affetto dei nostri tifosi»

Il ds Bifulco

di Claudio Romanucci

«Non abbiamo fatto ancora niente». Il ds Giuseppe Bifulco lo dice subito, a scanso di facili entusiasmi e pericolosi cali di tensione.

Oggi pomeriggio era al campo ed ha seguito l’allenamento: «Il mister però non mi fa entrare» scherza.

L’Ascoli si prepara al match di venerdì contro la vera rivelazione del campionato, il Pordenone. «Siamo concentratissimi, non vogliamo farci togliere il pane dai denti», prosegue Bifulco.

L’abbraccio con Dionigi

Quanto manca alla salvezza?

«Si servono 4 punti, vogliano conquistarli al più presto e con il sostegno di tutti. Colgo l’occasione per un ideale applauso a coloro che sono stati chiamati in causa, dalla rosa a tutto lo staff».

Una salvezza che il Covid sta facendo maturare nel silenzio degli stadi…

«L’assenza del pubblico ci dispiace, ma quello che più conta è la salute di tutti. Sentiamo comunque l’ambiente vicino, è quasi tangibile. Spero che l’Ascoli possa riprendersi il sostegno dei tifosi in un futuro prossimo».

Quando è arrivato, circa un mese fa, ha trovato una pericolosa posizione di classifica. Cosa ha temuto maggiormente?

«Sono venuto qui indipendentemente da quell’aspetto momentaneo ma ho confidato nel valore della squadra. Evidentemente c’era qualcosa nell’ambiente che non andava. Pur ritenendo eccellente la guida di Abascal credo che certe caratteristiche non si sposavano alla perfezione col contesto. Per far esprimere al meglio questi giocatori ho pensato a una figura e a certi aspetti che avevo notato in Dionigi».

Il giorno della presentazione del nuovo allenatore

Cosa, in particolare?

«Mi serviva un allenatore arrabbiato. Dionigi ha carattere e valori: con lui i calciatori sono tutti potenziali titolari, c’è una partecipazione direi anche commuovente del gruppo. Questo è evidente a tutti, non lo dico io. Però si faccia attenzione… ».

A cosa?

«Non bisogna vanificare l’impegno con i cali di tensione. Tutti credono in quello che si fa, l’ambiente sprizza positività, la gente è contenta ma dobbiamo completare subito il nostro percorso. Con i tifosi che vengono al “Picchio Village” a vedere l’allenamento c’è un simpatico patto, quello di “vigilare” sugli intrusi. Ad ogni punto raccolto si sommano le bandierine bianconere che vengono collocate a bordo campo».

Ce ne sono almeno altre quattro da collocare, quindi, per scacciare i fantasmi di una annata tumultuosa e pericolosa.


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