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Fermo pesca, la Confcommercio Picena:
«Periodo immotivato e dannoso»

PICENO - Il presidente Calabresi, insieme con i colleghi del Molise e di Pescara: «Se un fermo tecnico debba necessariamente esserci a tutela della fauna ittica, allora è preferibile che sia disposto nei due mesi di marzo ed aprile, periodo ritenuto ottimale anche da uno studio dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo»
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Di fronte al calendario nazionale del fermo pesca, che impone ai pescherecci di San Benedetto di restare ancorati dal 17 agosto al 15 settembre (leggi qui) insorge la Confcommercio della provincia di Ascoli.
Ma no è da sola.

Il presidente Fausto Calabresi, nella richiesta inviata al Governo di non firmare il provvedimento, era insieme con

Carlo Durante, presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Confcommercio Molise, e Riccardo Padovano, presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Confcommercio provincia di Pescara.
Ecco cosa scrivono i tre presidenti: 
«E’ un provvedimento inatteso ed immotivato perchè a causa del lockdown Covid 19 le attività della pesca e della ristorazione di Abruzzo, Marche e Molise sono rimaste bloccate per alcuni mesi.

Fausto Calabresi

Questo ormai annoso problema del fermo pesca che si tiene nel periodo estivo, ulteriore blocco dopo quanto accaduto nel periodo della pandemia, rappresenta un danno notevole per le marinerie e per l’intera filiera delle imprese locali del commercio e della ristorazione.

Se un fermo tecnico debba necessariamente esserci a tutela della fauna ittica, allora è preferibile che sia disposto nei due mesi di marzo ed aprile, periodo ritenuto ottimale anche da uno studio dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo.
Alla luce di quanto sopra e facendosi portavoce delle imprese rappresentate, la Confcommercio della provincia di Ascoli, la Confcommercio del Molise e la Confcommercio della Provincia di Pescara unitariamente chiedono
al Governo di non firmare il provvedimento e di ridiscutere con l’Unione Europea e con le Regioni un nuovo progetto che non danneggi la marineria e con essa l’intera filiera del commercio e della ristorazione».

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