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La ceralacca di “Re Davide”:
storia di una annata
tra timori e rimpianti

SERIE B - A settembre scoccherà per i bianconeri il quarantesimo torneo tra le grandi: sedici in A e 24 in B

Dionigi e Ninkovic (in lacrime) a fine gara

di Claudio Romanucci

La ceralacca fatta scendere da “Re Davide” e dai suoi sulla salvezza, dona all’Ascoli il futuro 40esimo torneo tra le grandi. Ai 16 anni di A i Picchio andrà ad aggiungere, tra un paio di mesi, il 24esimo campionato di B.

Sarà il sesto consecutivo, figlio di un’annata travagliata, caratterizzata dall’avvicendamento di quattro allenatori (Zanetti, Stellone, Abascal, Dionigi), una contestazione ad inizio girone di ritorno, la cessione di Da Cruz, lo stop legato al Covid ed il trasloco d’inizio stagione dei tifosi per i lavori alla curva sud, recentemente abbattuta e ancora in attesa di conoscere tempi e modi della sua ricostruzione.

Un mini capolavoro, quello del 46enne tecnico emiliano, costruito in un mese e poco più: è arrivato in bianconero il 24 giugno scorso ed ha dovuto rimettere insieme pezzi e rondelle d’una squadra bene assortita e di qualità che s’era smarrita. Poco il tempo a disposizione, elevati i rischi: ne è nata una cavalcata ai più sorprendente: 4 vittorie, 2 pari e 3 sconfitte. Un bottino che sorprende e lascia anche il rammarico per le potenzialità inespresse di questo Ascoli per lunghi tratti della stagione.


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