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La festa di Sant’Emidio
più soft della storia:
solo messe e benedizione

ASCOLI - L'anomala temperatura serale e le norme di contenimento Covid hanno ridotto notevolmente l'afflusso delle persone in centro. Cattedrale e Piazza Arringo comunque affollate per messe, pellegrinaggio alla tomba del patrono e per ascoltare le parole del vescovo. I controlli delle forze dell'ordine. E c'è anche chi, con un video, ha trasformato in virtuali i tradizionali spari che chiudevano i festeggiamenti

Ingressi disciplinati in Cattedrale

di Andrea Ferretti

«Sant’Emidio, custode della nostra speranza, prega per noi! Sant’Emidio, patrono della città e della diocesi di Ascoli Piceno, concedi a tutti serenità, gioia e pace. Sant’Emidio, testimone della speranza incoraggia gli Ascolani e gli abitanti della nostra diocesi ad avere fiducia nel presente e nel futuro. Sant’Emidio, vieni in aiuto agli operatori sanitari e ai malati negli ospedali, nelle cliniche e nelle case di riposo, a coloro che soffrono nel corpo, nella psiche e nello spirito. Sant’Emidio, porta comprensione e unità nelle famiglie, intesa tra figli e genitori, tra coniugi e tra tutti i membri delle nostre comunità. Sant’Emidio, proteggi i lavoratori e fa’ che ci sia occupazione e giustizia sociale per tutti, soprattutto per i disoccupati e quanti sono nell’indigenza. Guida le sorti della nostra città, della nostra regione, dell’Italia e del mondo intero; illumina coloro che hanno responsabilità istituzionali, politiche, sociali, militari e religiose perché pensino al bene di tutti e sappiano vivere la loro missione come un servizio al bene comune. Sant’Emidio, giovane vescovo, guarda i nostri giovani bisognosi di cura e attenzione, proteggi gli adolescenti e i bambini che sono il nostro presente, ma soprattutto il nostro avvenire. Sant’Emidio, patrono e modello delle nostre comunità cristiane, da’ coraggio ai sacerdoti, ai diaconi e a tutti gli operatori pastorali. Rendi unite e veramente cristiane le nostre comunità e fa’ che la fiaccola della fede non solo non si spenga mai, ma continui ad essere sempre più luce che guida il cammino della gente verso la vera felicità che tu hai incontrato in Gesù Cristo e per il quale hai sacrificato persino la tua vita. Sant’Emidio, guida anche me tuo successore, perché possa essere fedele alla mia missione e dare la vita per il popolo che la provvidenza mi ha affidato. E ora per intercessione della Madonna delle Grazie e di sant’Emidio, custode e testimone di speranza, vi benedica, vi protegga, vi custodisca, vi accompagni Dio onnipotente».

Fedeli in fila per la visita alla tomba del patrono

I MESSAGGI – Ha pregato per tutti, e nelle sue parole non sono mancati passaggi forti destinati alle istituzioni e a quella che viene definita giustizia sociale. Ovvero le numerose persone, intere famiglie, che da tempo vivono situazioni di grande difficoltà economica, molte delle quali scatenate dal terremoto del 2016 e acuite dal Coronavirus che ha stravolto il 2020. Il vescovo di Ascoli, Giovanni D’Ercole, torna a far sentire la sua voce e, come da tradizione, è stato questo il suo discorso – pardon la benedizione – impartita al popolo dal Sagrato della Cattedrale nel giorno dell’anno più caro agli ascolani: quello del patrono Sant’Emidio, il 5 agosto.

OMBRA COVID – Una festa che, come molte altre iniziative in tutto il mondo, e quindi anche nella piccola città italiana di Ascoli Piceno, è stata semi annullata causa Covid. Una emergenza che non è purtroppo mai finita e che non può, e non deve, far dormire sonni tranquilli visto che quasi ogni giorno anche nel Piceno spunta un nuovo positivo, a prescindere dal luogo di provenienza e dal colore della pelle.

L’Offerta del Cero da parte del Comune al vescovo

I CERI – Anche la festa di Sant’Emidio è stata vissuta a scartamento ridotto. Spazio solo alle celebrazioni religiose. Stop a tutto il resto, con in testa tombola, spari e Quintana. Quest’ultma, però, qualche costume quattrocentesco l’ha rispolverato facendolo indossare al sindaco-Magnifico Messere Marco Firavanti, al presidente del Consiglio degli Anziani Massimo Massetti e al camerlengo (alias coreografo) Mirko Isopi. Alla vigilia del 5 agosto sono stati loro a dare vita, insieme al vescovo, a una “Offerta del Cero” formato smart all’interno del Duomo. Per gli altri ceri, solitamente consegnati da Sestieri e Castelli, è tutto rimandato al 2021.

Forze dell’ordine a presidiare Piazza Arringo

I CONTROLLI – Il gran giorno di festa è filato liscio, senza episodi che hanno a che vedere con l’inciviltà. Il centro storico è stato presidiato per l’intera giornata dalle forze dell’ordine con Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza e le loro Jeep identiche, ma diverse nei colori e nei fregi. Sempre presente in Piazza Arringo anche un’ambulanza.

LA TEMPERATURA – Complice la temperatura non proprio da 5 agosto, tanta gente nel tardo pomeriggio, un pò meno la sera. Stavolta, infatti, niente tombola e niente fuochi. Quindi nessuna attesa e nanna anticipata per molti, anche considerando che il 6 agosto è giovedì e quindi un giorno feriale e perciò lavorativo.

LE MESSE – Il Covid non ha fermato le celebrazioni religiose, che si sono protratte dall’alba al tramonto sia in Cattedrale che in tutte le parrocchie della Diocesi. A dare il via ci ha pensato la benedizione del basilico sul Sagrato della Cattedrale, quando ancora non erano scoccate le 6 del mattino.

L’interno del Duomo

GLI INGRESSI IN DUOMO – Il vescovo ha impartito la benedizione dopo la messa delle 18 che è stata anche trasmessa in streaming su Radio Ascoli. Per l’intera giornata sono stati disciplinati gli ingressi in Duomo dove è proseguito no stop fino a mezzanotte il “pellegrinaggio” alla tomba di Sant’Emidio che si trova nella cripta sotto l’altare maggiore. Gli addetti al controllo degli accessi hanno fatto sì che in Cattedrale non ci fossero mai più di duecento persone, con i fedeli in fila in attesa del proprio turno, qualcuno dopo essersi confessato nei gazebo posizionati ovviamente all’aperto.

GLI SPARI VIRTUALI – In alcuni Sestieri – tutti in stand by o quasi – che dal 1955 al 2019, con la Quintana, sono stati parte integrante della festa di Sant’Emidio, si sono ritrovate diverse persone. Nel rispetto dei distanziamenti e delle altre norme anti Covid, hanno trascorso qualche ora insieme nel segno della tradizione. E siccome la tradizione annovera momenti come cocomerata, tombola e spari, al Sestiere di Porta Romana l’estrazione di una tombola ha preceduto gli “spari”: tranquilli, erano quelli di un vecchio video. A San Benedetto, del resto, una settimana prima  i tradizionali “fuochi” in onore della Madonna della Marina sono diventati una fiaccolata organizzata dagli ultras della Samb. Buona anche quella.


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