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L’annuncio di Mangialardi:
«Tornerà l’assessore alla sanità,
sì alla terza corsia dell’A14»

SAN BENEDETTO - Il candidato presidente del centrosinistra ha aperto la Festa Provinciale dell'Unità: "La Riviera delle Palme merita due milioni di turisti, ma negli ultimi cinque anni si è chiusa. I cambi di casacca nel centrodestra? Non commento, ma spero che restino dove sono, cioè all'opposizione"

Il taglio del nastro della Festa dell’Unità

di Renato Pierantozzi

Il candidato presidente del centrosinistra Maurizio Mangialardi sceglie la Festa provinciale dell’Unità che si è aperta oggi pomeriggio a San Benedetto per scoprire alcune “carte” in caso di elezione a presidente della Regione Marche. La più “ghiotta” è sulla futura gestione della sanità regionale.

«Tornerà ad esserci un assessore alla sanità -annuncia- se all’inizio la decisione di Ceriscioli di tenere la delega per sé poteva avere un senso poi secondo me ha sbagliato a non assegnarla a qualcuno. Il Covid ha cambiato il mondo anche in tema di sanità e non dobbiamo più guardare al modello di ospedalizzazione privato lombardo. Le Marche con grandissimi sacrifici sono state una delle poche Regioni a non essere commissariate, ma ora dobbiamo pensare sempre di più alla sanità territoriale, potenziando le Usca (le task force di medici a domicilio, ndr) e la telemedicina. In attesa poi dei nuovi ospedali, poi, dobbiamo potenziare ed investire risorse su quelli esistenti per garantire ai cittadini le migliori curi possibili».

Maurizio Mangialardi a San Benedetto

Mangialardi parla anche di turismo dopo le polemiche seguite alle sue dichiarazioni sul ruolo turistico di San Benedetto.

«Per le potenzialità che ha dovrebbe avere due milioni di turisti -afferma- ma mi sembra che negli ultimi anni i numeri hanno detto che da prima è diventata seconda/terza nella Regione dopo che è stata lasciata dal centrosinistra. Isolarsi e diventare un po’ autarchici non paga. Per il turismo, in caso di vittoria, penso a 3/4 grandi eventi all’anno di spessore mondiale mettendo da parte i campanilismi e la ricerca della propria città quando si fanno gli spot»

Sulla necessità della terza corsia dell’A14 anche nel tratto piceno, l’attuale sindaco di Senigallia è categorico: «Basta Marche tagliate in due -dice- e basta scelte ideologiche e politiche del passato che non hanno permesso la realizzazione di questo tracciato. Nel caso del mio Comune è stata fatta con opere compensative, nuovi caselli e spostamenti di quelli esistenti, boschi per un totale di 150 milioni di euro di investimenti».

Seppure la festa si svolga quasi in riva al mare, la ricostruzione post sisma è un tema caldo. «Mentre guardavo -afferma- l’inaugurazione del nuovo ponte di Genova sono stato contento, ma ho provato anche rabbia per il più grande cantiere d’Europa che ancora stenta a partire. Dopo una prima fase di gestione dell’emergenza, il sistema poi non ha risposto come doveva e nessuno ci può speculare politicamente poiché al governo ci sono stati tutti. Speriamo con questo commissario, dopo 20 mesi di nulla, di arrivare alla svolta. L’istanza delle Marche sarà sempre fortissima su questo tema».

Sul tema dei fondi europei e sui transfughi della politica da uno schieramento all’altro, Mangialardi affonda il colpo.«Sono l’unico candidato europeista -conclude- Se era per gli altri che vanno a braccetto con i sovranisti polacchi alle Marche non arriverebbero i miliardi di euro previsti per i prossimi anni grazie alla nuova Europa dei popoli che è nata il 22 luglio. Il Pd piceno ha messo in campo forse la lista più forte di tutte le Marche. Non commento i cambi di casacca di esponenti politici dell’altro schieramento, ma spero che restino dove sono, cioè all’opposizione».


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