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Rivive la leggenda dei Jethro Tull
Arriva il mitico batterista Clive Bunker

SPINETOLI - Giovedì 13 agosto il concerto-spettacolo avrà come guest star lo storico batterista della prima formazione guidata da Ian Anderson. Con il gruppo ci sarà anche il maestro Giacomo Lelli al flauto traverso

di Gabriele Vecchioni

Quest’anno Spinetoli presenta un calendario interessante di manifestazioni per l’estate: un programma di eventi che va ad arricchire l’offerta culturale e turistica del centro della vallata truentina, nonostante le obiettive difficoltà create dall’epidemia del Covid-19, non ancora risolta.

Clive Bunker all’opera

In particolare, oltre alle manifestazioni di musica pop che si terranno nella popolosa frazione di Pagliare, il programma prevede una chiusura “col botto”, un concerto-spettacolo che si terrà nella piazza principale del borgo collinare, giovedì 13 agosto, alle 21,30.

Protagonista del Jethro Tull Event sarà la tribute band Lincoln Quartet, con la partecipazione di Clive Bunker, storico drummer del complesso, primo batterista del gruppo (che ne ha cambiati cinque…non tutti reggevano le chilometriche composizioni di Ian Anderson), fino ad Aqualung (1971), quando lasciò i compagni d’avventura per la scelta di dedicare più tempo alla famiglia.

Ha lasciato gli Jethro Tull ma non la musica; in seguito, ha infatti collaborato con la nuova formazione degli Jethro, con i Procol Harum (quelli di “A whiter shade of pale”), con i Manfred Mann e altri. Dotato di buona tecnica (memorabili i suoi assolo in” Locomotive breath”, uno dei classici dei Jethro), è tuttora un ricercato session man.

Rileggiamo brevemente la storia dei Jethro Tull. Nell’ormai lontano 1967 Ian Anderson, virtuoso del flauto traverso, fondò uno dei complessi musicali (una band, per usare il termine “tecnico”) che avrebbe lasciato un segno nell’universo musicale, una storia lunga più di cinquant’anni: un’onda lunga arrivata fino ad oggi. Il nome del gruppo fu ispirato da un personaggio realmente esistito, Jethro Tull, l’agronomo inglese inventore della seminatrice meccanica che tanto avrebbe contribuito, nel sec. XVIII, allo sviluppo dell’agricoltura britannica.

Sedie a distanza in piazza

Una leggenda (metropolitana?) vuole che l’agronomo abbia utilizzato, per costruire il prototipo della sua macchina, i pedali dell’organo della chiesa del suo villaggio: ecco il collegamento con la musica… e con la band. All’inizio i Jethro (così li chiamavano i fan) suonavano un rock con forti influenze blues per diventare poi esponenti di spicco del progressive rock.

È opportuno spendere qualche riga per spiegare cos’è il prog rock, un genere musicale derivato dal rock psichedelico inglese degli anni ’60 del Novecento ed esportato con successo nell’Europa continentale. Il termine progressive voleva affermare che il rock superava la musica pop e progrediva dalle sue radici (americane) blues, a un livello di maggiore complessità, con influenze della musica classica e, come nel caso dei Jethro Tull, di quella folk, anche con l’uso di strumenti inusuali, fino ad allora, per quel genere di musica. E qui arriviamo al “flauto magico” di Ian Anderson.

Nel corso del concerto di Spinetoli, con il gruppo di Lincoln Veronese (Lincoln Quartet) sarà il maestro Giacomo Lelli a suonare il flauto traverso, lo strumento che è un po’ l’icona dei Jethro Tull, quello che li ha resi famosi tra gli appassionati del rock. Giacomo Lelli è un esperto flautista che già si è esibito più volte con Clive Bunker, oltre che con altri noti artisti, tra i quali proprio il già citato Ian Anderson.

Per tutti gli appassionati, l’appuntamento di Spinetoli è un incontro da non perdere. Solo un’avvertenza: per partecipare all’evento gratuito, sarà necessario registrarsi e indossare la mascherina, con ingresso consentito a partire dalle 20,30.


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