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Diritti economici da “vestizione”:
il Nursind ricorre alla Corte dei Conti

SANITA' - Il sindacato di Ascoli e Fermo ha incaricato l'avvocato Carmine Ciofani. L'Asur Marche è già stata condannata a pagare 1,4 milioni di euro. «Tralasciando la stucchevole retorica degli “eroi al lavoro” di cui ci si è riempiti la bocca nel recentissimo passato, restano inspiegabili le ragioni del silenzio dei responsabili della Sanità regionale»
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Un infermiere durante la fase clou dell’emergenza sanitaria

Dal 2018 agli infermieri iscritti al sindacato Nursind di Ascoli e Fermo è stato riconosciuto il diritto economico derivante dalla “vestizione”.

In ragione di varie sentenze l’Asur Marche è stata condannata a pagare 1,4 milioni di euro che però ancora i professionisti della sanità non hanno ancora visto.

Tanto da indurre il segretario territoriale Maurizio Pelosi a decidere di ricorrere alla Procura della Corte dei Conti ed ha incaricato a tal proposito l’avvocato Carmine Ciofani.

«Sono trascorsi ormai tra i 4 ed i 5 anni da quando la Giustizia del Lavoro – scrive il segretario del Nursind – ha riconosciuto i diritti economici da “vestizione”. E tanto sul contesto giurisprudenziale della Suprema Corte che con sentenze “a pioggia” certifica il diritto vantato dagli infermieri.
Ciò nonostante i lavoratori sono stati costretti ad attivare ulteriori iniziative giudiziarie promuovendo ricorsi per decreto ingiuntivo con conseguenziale aumento di costi ad ogni livello per la Pubblica Amministrazione.
Tralasciando la stucchevole retorica degli “eroi al lavoro” di cui ci si è riempiti la bocca nel recentissimo passato, restano inspiegabili le ragioni del silenzio dell’Asur Marche, ma anche dei livelli regionali della politica e del governo, a fronte non solo della richiesta di incontri finalizzati alla ricerca di soluzioni ragionevoli, ma anche di esplicite proposte transattive che avrebbero comportato un forte e significativo risparmio per l’Erario. Le somme ingiunte oggi sono pari a 1,4 milioni di euro.
La situazione non è più sostenibile da ogni punto di vista e la irritazione del personale di comparto è anzi giunta ad un punto di non ritorno.
Si chiede, inoltre, che il presidente della Giunta Regionale e la Giunta intera provveda alla immediata rimozione del manager dell’Asur per il silente e non responsabile atteggiamento da cui derivano gravi conseguenze economiche sugli operatori della sanità e dei cittadini tutti.
Infine di tale inaccettabile e vergognosa indifferenza, consumata per anni, non si potrà non tener conto nei prossimi appuntamenti di democrazia».

 


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