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A pesca con Gianluca Santini:
«Non chiamatelo sport per vecchi»

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA - L’atleta del Pesca Club Teramo “Milo” è il nuovo ospite della rubrica “L’altro sport”, che questa settimana prova a smentire un falso mito che circola intorno a una disciplina impegnativa sotto ogni punto di vista

di Federico Ameli

Che l’apparenza possa trarre in inganno dovrebbe essere ormai un dato di fatto piuttosto consolidato per la nostra rubrica. Eppure, siamo certi del fatto che, nel vasto panorama sportivo locale, ci sia ancora qualcuno disposto a riconoscere a preconcetti e luoghi comuni un’importanza del tutto fuori da ogni logica.

l'altro sport

Gianluca Santini

Tra le tante discipline troppo spesso soggette a un ingiusto ridimensionamento, la pescasportiva, ovviamente – occupa suo malgrado un indiscutibile ruolo di spicco. Per restituire la giusta dimensione a uno dei più nobili sport acquatici, abbiamo fatto un salto nel vicino Abruzzo per scambiare quattro chiacchiere con Gianluca Santini, pescatore di punta del Pesca Club “Milo” di Teramo, che tra le proprie file conta anche alcuni importanti esponenti ascolani, sambenedettesi o di Vallara della pesca sportiva.

Come da tradizione, la prima domanda riguarda le origini, in questo caso neanche troppo lontane, della sua passione. «È stato il mio amico Claudio, a cavallo tra 2016 e 2017, a convincermi ad accompagnarlo a pescare. Prima di allora non avevo mai avuto modo di avvicinarmi a questo mondo, dal quale sono rimasto immediatamente affascinato: da lì in poi non ho più smesso di pescare».

Un amore a prima vista, quello tra Gianluca e la pesca, che ormai da tre anni è entrata a far parte della vita di questo ragazzo di Civitella del Tronto, ma residente ormai da qualche anno nella vicina Sant’Egidio, che quasi tutte le domeniche si arma di pazienza e tanta buona volontà per coltivare la sua passione, la pesca a method feeder.

«La mia specialità consiste nell’utilizzare una canna con un mulinello a cui viene attaccato un piombo ricoperto di pastura, che serve per attirare i pesci. Ovviamente, una volta pesato, ogni esemplare viene poi gettato nuovamente in acqua: non capita poi così di rado di pescare lo stesso pesce in più di un’occasione nell’ambito della stessa gara».

Non potendo vantare la benché minima conoscenza di fondo del settore, questa volta la curiosità di sapere qualcosa di più è davvero tanta. Ad esempio, dato che nell’immaginario collettivo il pescatore è spesso visto in perenne attesa di una svolta che pare quasi non dipendere da una sua qualche abilità, cogliamo l’occasione per chiedere a Gianluca quale sia la principale differenza tra il pescatore della domenica e il tesserato di una società sportiva.

«Nonostante in genere le cose possano apparire molto diverse da come in realtà siano, nel nostro sport l’esperienza conta moltissimo. Innanzitutto, è importante capire quale amo usare e quale innesco preparare per convincere il pesce ad abboccare. Inoltre, riuscire a cogliere e a interpretare i diversi movimenti della canna è di fondamentale importanza per la buona riuscita della gara. Infine, la differenza la fa anche l’attrezzatura: con una base di 50 euro si può già pensare di ottenere un discreto risultato, ma a certi livelli la spesa raggiunge anche diverse migliaia di euro».

l'altro sport

Se la pesca non è uno sport per tutti, almeno dal punto di vista economico, di certo non è uno sport “per vecchi”, come troppo spesso si sente dire in giro. «Certo, non nego che serva una certa dose di pazienza nell’attendere l’attimo giusto per catturare il pesce e, per certi versi, posso capire come la pesca invernale non vada poi troppo lontana dall’idea del pescatore “statico” e in balia degli eventi.

Tuttavia, proprio nei mesi più freddi, quando c’è poco movimento per via della scarsa attività dei pesci, generalmente meno affamati e più diffidenti in quel determinato periodo dell’anno, serve una certa reattività nell’afferrare la preda, altrimenti si rischia di compromettere il buon esito della pescata. Spesso, durante l’inverno le gare sono decise da margini ridottissimi e talvolta basta anche catturare un solo pesce per portarsi a casa la vittoria».

Il discorso cambia poi radicalmente quando ci si sposta verso le afose domeniche estive, nel corso delle quali ai pescatori è richiesto un discreto sforzo fisico. «D’estate i pesci riscoprono una frenesia alimentari che ha importanti ripercussioni nel nostro sport. Capita spesso che, in giornate come queste, si riesca a prendere un pesce anche ogni 30 o 40 secondi, il che inevitabilmente richiede un certo sforzo fisico nelle quattro ore di gara».

Come in ogni attività sportiva che si rispetti, l’allenamento riveste un ruolo cruciale all’interno delle dinamiche della pesca. «Insieme agli altri tesserati, ci diamo appuntamento quasi tutte le domeniche all’Overfish, il lago di Mosciano gestito dalla nostra società. Ci si allena semplicemente pescando in relazione alla specialità in cui si ha intenzione di cimentarsi. Ad esempio, la pesca di fiume è molto più tecnica e richiede una preparazione specifica molto approfondita».

Oltre che dal punto di vista economico, la passione di Gianluca e i suoi amici risulta essere particolarmente impegnativa anche quando si parla di orari e spostamenti. Con i raduni generalmente in programma alle 6,30 del mattino, in più di un’occasione il nostro pescatore si è visto costretto a rinunciare agli impegni del sabato sera in favore di una levataccia che davvero in pochi, negli ambienti della movida locale, gli invidiano, o in alternativa a fare i salti mortali per cercare di conciliare le uscite con gli amici alle necessità imposte dalla sua disciplina.

«La sveglia suona molto presto, ma non è un qualcosa che mi pesa particolarmente. Nel corso degli anni si è creato un bel gruppo, che si ritrova per mangiare, bere e stare insieme anche al di fuori degli impegni squisitamente sportivi. Ultimamente, anche Anna, la mia fidanzata, mi accompagna nelle gare in giro per il Centro Italia: la società può già contare su un paio di ragazze, chissà se riuscirò mai a convincerla a mettersi a pescare» scherza Gianluca.

Anche in questo caso, dunque, l’aspetto ludico e ricreativo fa la sua parte, ma un po’ di sana competizione non guasta mai. «In base ai risultati conseguiti nei diversi eventi a cui si prende parte, che oltre alla tradizionale suddivisione tra over, under – ma come, i pescatori non erano forse tutti un po’ attempati? – e giocatori della fascia d’età intermedia prevedono a seconda della scelta un’impostazione individuale, a coppie o a squadre, ma anche mista, si può arrivare a giocarsi un posto in Nazionale. Ovviamente la concorrenza è spietata: al momento siamo ancora lontani dal poter sperare in una convocazione, ma la speranza è quella che il 2021 possa vedere la totale ripresa degli eventi sportivi del nostro settore. A quel punto, potremmo avere un’importante occasione per provare a confermarci e, perché no, ad affermarci anche a livello nazionale».


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