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Lo IOM da oltre vent’anni accanto ai malati di tumore

ASCOLI - Assistenza domiciliare gratuita, prevenzione e recupero delle donne operate al seno. Ludovica Teodori: «Ci prendiamo cura della persona sotto tutti gli aspetti, per dare dignità fino alla fine e migliorare la qualità della vita»

San Valentino: omaggio ai pazienti che si sottopongono a terapia con un regalo (nel 2019 borsette realizzate a mano e nel 2020 borracce termiche donate dal Gruppo Gabrielli)

di Stefania Mistichelli

«Ci prendiamo cura delle persone, in tutte le sue sfaccettature. Non mi piace chiamarli “pazienti”, i malati di tumore sono persone da trattare con i guanti bianchi. Quello che cerchiamo di fare è garantire la migliore qualità della vita possibile e la dignità, fino all’ultimo».

Cena di fine estate 2019 con raccolta fondi: sfilata con abiti messi all’asta

Parole lucide e chiare quelle Ludovica Teodori, presidente dello Iom di Ascoli, l’associazione che da oltre vent’anni si adopera per sostenere i malati di tumore e le loro famiglie, con un approccio che guarda alla persona nella sua totalità, frutto di un’esperienza personale importante.

«Io e Loredana Cicconetti Morrone – racconta – venivamo da due esperienze. Negli anni ottanta era morto mio padre, lei aveva perso il marito. Avemmo la possibilità di farci aiutare da qualche operatore e in quelle occasioni capimmo i bisogni che si creano in una famiglia, che quando in questi casi subisce uno scombussolamento generale».

Le “Uova della Vicinanza” donate in occasione della Pasqua 2020 dal Gruppo Gabrielli per i pazienti nel periodo del Covid

Già ventiquattro anni fa l’associazione contava tra i suoi operatori un’infermiera e una psicologa.

«A piccoli passi ci siamo introdotti nell’ambiente – continua la presidente – affiancandoci al personale medico. I nostri obiettivi erano due: dare trasparenza a chi ci avrebbe aiutato, e continua a farlo con le donazioni e dare dignità alle persone fino all’ultimo. Da qui la scelta di concentrarci sulle cure palliative: avere per esempio, tra gli operatori, il fisioterapista aiuta la persona costretta a letto ad evitare le piaghe da decubito, per non parlare dell’esigenza di chi è malato di essere toccato con delicatezza e competenza».

IOM traguardo prevenzione 2019 donne si sottopongono a mammografievisite ginecologiepap test con supporto Croce Rossa per misurazioni di pressione e glicemia

Psico-oncologa, fisioterapisti, Oss, volontari domiciliari, tra cui un parrucchiere-barbiere ed un volontario addetto al trasporto dei presidi sanitari.

«La psico-oncologa è in reparto due volte a settimana e segue chi fa la chemio – spiega Ludovica Teodori – e con tutto lo staff ci occupiamo del benessere generale della persona malata, concetto entrato in una legge dello stato italiano nel 2010 ma che noi sposiamo da sempre. Come sempre abbiamo stilato il bilancio sociale, diventato ora obbligatorio con la nuova legge sul volontariato».

A proposito di cura della persona in tutte le sue fasi della vita, c’è una storia esemplare che Ludovica Teodori racconta: «Mi ha fatto tenerezza una signora che ha richiesto il parrucchiere e dopo un paio di giorni è venuta a mancare: era alla fine della sua vita e fino all’ultimo ha desiderato sentirsi in ordine e a posto».

Sotto il lockdown, pazienti e volontari hanno inviato riflessioni scritte e/o foto su come vivevano l’emergenza

Grande fetta del lavoro dello Iom è l’assistenza domiciliare gratuita. Dal 2005, grazie all’impegno del Servizio Adi dell’Area Vasta 5 vengono offerte ai malati oncologici (su richiesta di modulo apposito da parte del medico curante) accanto alle prestazioni sanitarie, quelle dell’equipe di professionisti messa a disposizione dall’Associazione, coordinata da un medico esperto in cure palliative e composta da psico-oncologa, fisioterapisti, addetti alla pulizia della persona e volontari. Un tipo di integrazione tra pubblico e privato che avviene non solo in città, ma anche nella vallata e nella zona montana. «Oltre alla persona – aggiunge Ludovica Teodori – mettiamo a disposizione i lettini snodabili e le carrozzine, integrando l’attività dell’Adi dove questa, nonostante il grande lavora che fa, non riesce ad arrivare».

Lavori realizzati durante il lockdown

Oltre all’assistenza domiciliare gratuita, sono tanti progetti messi in campo nel campo della prevenzione e del recupero delle donne operate al seno. Primo fra tutti Pentesilea, partito nel ’99, attraverso il quale tantissime donne hanno avuto la possibilità di partecipare a laboratori, attività creative, corsi di yoga e di teatro-terapia, tutti finalizzati a costruire un percorso personale di superamento della malattia.

«Abbiamo cercato di trasformare un momento drammatico – spiega ancora la presidente – in uno strumento di crescita, anche attraverso l’auto-mutuo-aiuto: le donne, malate e non, si incontravano cercando, insieme, di superare la paura e trasformarla».

Oggi, tra le iniziative portate avanti figura quella della lana terapia, entrata per la prima volta questo anno all’ospedale Mazzoni. Un’attività che rientra nelle terapie integrate in oncologia che puntano a migliorare la qualità della vita e che ha anche un obiettivo specifico: creare qualcosa di utile e duraturo che sarà donato alle case di riposo per anziani sul territorio. Il progetto è stato reso possibile anche dalla generosità dell’azienda locale “Wudawu” (la stessa che all’indomani del lockdown ha donato un consistente numero di mascherine a forze dell’ordine e personale sanitario) che ha messo gratuitamente a disposizione tutto il materiale.

Lavori a maglia realizzati durante il lockdown

Nonostante tante siano state le attività annullate o rinviate a causa del lockdown (tra queste lo spettacolo Solidea con Cinzia Leone, rimandato a novembre), lo Iom ha garantito l’assistenza domiciliare durante tutto il periodo.

«Abbiamo lavorato sempre, mettendo il personale in sicurezza – racconta la Teodori – tanto che ci sono state persone che sono decedute in casa, senza dover ricorrere all’ospedale. Questo vuol dire che siamo riusciti ad assisterle fino all’ultimo, in un periodo in cui ricorrere all’ospedale sarebbe stato ancora più difficile. Adesso siamo contenti di aver ripreso la nostra attività in ospedale, al front-office: facciamo una sorta di triage, misurando la temperatura e a facendo compilare i questionari sul Covid. Speriamo di riprendere presto i laboratori di yoga, teatro terapia, knitting in ospedale e tutte le altre attività attraverso le quali aiutiamo anche le persone che non vivono la malattia nella sua fase avanzata, ma che vanno aiutate comunque a vivere questa fase della vita nel miglior modo possibile».

Knitting Therapy: nel reparto di Oncologia le volontarie insegnano il lavoro a maglia che, durante la terapia, aiuta a combattere ansia e stress

Attivo, inoltre, l’ambulatorio di Senologia. «La Breast Unit – spiega – attiva il lunedì pomeriggio a San Benedetto e il mercoledì pomeriggio ad Ascoli e permette alla paziente che ha un sospetto di tumore al seno di fare tutti gli accertamenti nel giro di un mese e poi, se vuole, di operarsi qui».

Tante dunque le attività per un’associazione che vive di donazioni. «Abbiamo avuto un grande contributo iniziale del Gruppo Gabrielliracconta Ludovica Teodori – e che continua ad assicurarci il suo supporto per l’evento Traguardo Prevenzione (giornate di prevenzione ad ottobre in cui le donne si sottopongono gratuitamente a mammografie, visite ginecologiche e pap-test). Non possiamo inoltre dimenticarci della Fondazione Carisap il cui sostegno, in questi anni, ci ha permesso di raggiungere grandi risultati nell’assistenza domiciliare ed essere così accanto al malato oncologico ed alla sua famiglia, e approfittiamo dell’occasione per ringraziare quanti scelgono di sostenere il nostro lavoro,. Tutti i progetti che portiamo avanti hanno bisogno di molti fondi. Per noi il cinquepermille è molto importante, ma viviamo anche grazie alle donazioni che arrivano in occasione dei funerali o anche dei lieti eventi, quando le persone scelgono di devolverci la somma che avrebbero destinato all’acquisto delle bomboniere».

San Valentino 2019 in Day Hospital

Knitting Therapy in Day Hospital

Carnevale 2020 in Day Hospital: le volontarie allietano la colazione dei pazienti in reparto per la terapia


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