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“Tifi Ascoli se”, il gruppo chiude:
«Clima troppo inquieto,
guerre personale tra tifosi»

ASCOLI - E' stato per tanti un punto di riferimento social dei tifosi bianconeri. Le spiegazioni della decisione da parte de suoi amministratori Monica Marini e Massimiliano Feriozzi

A Monica Marini (prima a sinistra) nel 2017 venne assegnato il “Premio Romolo Petrucci-Orgoglio bianconero”. Il riconoscimento andò anche a Riccardo Orsolini (quel giorno assente) e Peppe Iachini (primo a destra)

Proprio nelle ore in cui si sta mettendo in moto il nuovo Ascoli Calcio 2020-2021, come un fulmine a ciel sereno, chiude il gruppo “Tifi Ascoli se”, da diversi anni punto di rifermento social per diverse migliaia di tifosi, e non, del Picchio.

Lo hanno deciso i suoi due amministratori, Monica Marini e Massimiliano Feriozzi, che non hanno chiuso il gruppo a… sorpresa e nemmeno affidandosi alle solite frasi di circostanza.

Ma lo hanno fatto con una attenta analisi di quanto è avvenuto, soprtattutto negli ultimi tempi. Un amaro sfogo che riportiamo integralmente:

«Se potessimo dire tutto con un semplice ed arido comunicato questo reciterebbe “Gli amministratori di ‘Tifi l’Ascoli se’ comunicano la chiusura del gruppo, si ringraziano tutti i tifosi che in questi anni hanno partecipato alle molteplici iniziative proposte. A presto e ci vediamo sugli spalti”.

In questo gruppo però c’è stata tantissima partecipazione, condivisione, ci si è stretti ed uniti sotto la bandiera dell’Ascoli per superare i tanti momenti (sportivi) di sofferenza e difficoltà, quindi due parole di spiegazione per la decisione che abbiamo preso ve le dobbiamo.

Massimiliano Feriozzi con Daniele Cacia, ex bomber dell’Ascoli

Mai come negli ultimi tempi il clima all’interno della tifoseria è stato così inquieto, con scambi molto accesi di opinioni. Un tempo si parlava al bar o in piazza, adesso ci sono i social ed è facile per ogni tifoso esprimere la propria opinione e farla conoscere a tutti. Basta farsi un giro sui siti che parlano di calcio a livello nazionale per leggere di tutto, sono sottoposti a critiche feroci che sfociano in insulti presidenti allenatori dirigenti e calciatori, vincenti e non; pensiamo che non sia giusto, che non sia bello, ma è così. In verità questo non accade solo per il calcio, è così in ogni gruppo o pagina che trattino i più disparati argomenti.

Questo per dire che è difficile, se non impossibile, ovattare un ambiente; si possono cancellare gli insulti ma non i commenti logici ed argomentati, perché si sconfinerebbe nella censura delle idee.

Ultimamente però si sta spostando il tiro, è diventata una guerra personale tra tifosi che sfocia in cattiverie ed illazioni che sono diventate insostenibili. Da più parti si inizia a spostare il tiro dal campo all’ambiente, reo di essere la principale causa dei problemi e senza il quale si raggiungerebbero agevolmente i risultati che ci si è prefissi.

A calcio si gioca in un campo, i risultati sono determinati dalla forza della squadra, dalla bravura dell’allenatore, dalle scelte della società; altre componenti hanno un’importanza molto trascurabile. Invece prende sempre più importanza l’idea che siano i tifosi a determinare la riuscita dei progetti e, se le cose non vanno bene, si punta il dito contro singoli, gruppi, poteri forti e chi più ne ha più ne metta.

Questo gioco al massacro, questo voler insinuare il tarlo che ci sia qualche mano invisibile che manovra il pensiero della tifoseria, questo dito puntato continuo è diventato inaccettabile per delle persone oneste che seguono l’Ascoli Calcio da più di 40 anni e che sono stati sempre mossi dalla passione, soltanto dalla passione. Le discussioni negli ultimi tempi si sono moltiplicate, si sono rovinati o quanto meno raffreddati rapporti interpersonali per questioni calcistiche, e questo non è più tollerabile. Se questo gruppo e chi vi scrive fosse mosso da qualcuno con il mandato di creare un certo clima, di influenzare il pensiero, allora continueremmo per perseguire il fine; dal momento però che siamo persone serie, oneste ed innamorate dell’Ascoli questo non è più ammissibile, ci ha portato a vivere male la nostra passione e, con il dolore che credo possiate immaginare, abbiamo preso negli ultimi giorni la triste decisione di chiudere il gruppo. Non siamo mai stati (e mai lo saremo) al soldo di qualcuno, abbiamo sempre vissuto il nostro amore per l’Ascoli in modo puro, qualsiasi opinione negli anni abbiamo espresso è stata maturata nella nostra anima di tifosi dell’Ascoli, null’altro.

Se il bene dell’Ascoli può passare anche da questo gesto, per quanto ci costi in termini di affetto e col pensiero a tutto il tempo che ci abbiamo dedicato, lo facciamo senza il minimo dubbio.

Questo gruppo, per scelta, non ha mai portato avanti iniziative a scopo di lucro, sebbene sarebbe stato facile farlo; questo gruppo ha portato in giro per l’Italia tantissimi tifosi che senza un pullman non sarebbero mai andati in trasferta; questo gruppo, e forse è stata la cosa più importante, ha fatto sentire moltissimi tifosi ascolani, che la vita ha portato lontano dalla nostra città, in Italia e nel mondo, come se vivessero ancora in Ascoli.

Ma il bello del tifo, della passione, viene a morire nel momento in cui lo vivi male, nel momento in cui ti tirano addosso fango ed illazioni, finisce per condizionarti la vita: lo sport ed il calcio debbono unire e non dividere, quando questo presupposto viene a cadere tutto perde il proprio senso e c’è un unico modo per tornare alla normalità: fare un passo indietro. Ci abbiamo pensato tanto, alle soluzioni che avremmo potuto adottare ma non c’è nulla da fare se non chiudere.

Solo così possiamo riaffermare, in modo chiaro ed inequivocabile, la nostra onestà ed integrità, il nostro essere tifosi fuori da ogni interesse o manovra.

Monica Marini

Torneremo così a vivere l’Ascoli come abbiamo fatto per tantissimi anni, allo stadio ed in città da singoli tifosi innamorati della nostra squadra e della nostra città.

Non ci faremo tirare dentro ad accuse infamanti per giustificare decisioni che non dipendono da noi, sulle quali non abbiamo mai avuto alcun potere decisionale.

Ringraziamo tutti voi per quanto ci avete dato in questi anni, sono nate bellissime amicizie tra persone che altrimenti, come diceva Costantino Rozzi, si sarebbero solo incrociate casualmente in un negozio o bar. Queste amicizie le porteremo per sempre nel nostro cuore e continueremo a coltivarle anche fuori da questo spazio, perché sono vere sincere e forti. Ci dispiace soprattutto per queste persone, per i tifosi che ci hanno sempre stimato e che perderanno (ma ne troveranno altri) un luogo nel quale confrontarsi e condividere l’amore per il Picchio. Per chi non ci stima, per chi ci ha gettato fango, per chi sperava di continuare ad avere un facile bersaglio da accusare in caso di risultati negativi, ci dispiace ma non troverete più questa sponda, questa scusa per giustificare i momenti negativi: trovatene delle altre oppure fatevi un esame di coscienza per come vi siete comportati.

A Massimo Pulcinelli auguriamo tutto il meglio alla guida del nostro Ascoli, lo invitiamo a prendere le decisioni migliori per continuare a mantenere il nostro amato Picchio al livello che gli compete; lo abbiamo criticato quando ha compiuto scelte a nostro giudizio errate, lo abbiamo ringraziato quando le ha corrette raggiungendo la salvezza. Perché siamo fermamente convinti che questo debba fare un tifoso: una critica costruttiva aiuta i vertici di una squadra di calcio, chi critica a prescindere e chi giustifica tutto sono estremismi che non producono nulla di buono.

Ai ragazzi che ci sono stati vicino diamo un grande abbraccio e li ringraziamo col cuore per il sostegno che ci hanno garantito, mille volte grazie per l’aiuto e la vicinanza che ci avete dato; senza di voi non saremmo riusciti a portare avanti tutto questo.

Vi lasciamo quindi da questo spazio ma ci troverete sempre su quei gradoni perché ci siamo stati portati in tenera età e così continueremo a fare, finché morte non ci separi dal nostro Ascoli. Pur se non condividete, ci auguriamo che ci avrete comunque letto, ascoltato, compreso. In bocca al lupo caro vecchio e glorioso Ascoli, ci troverai sempre al tuo fianco!».


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