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“Caro” amico pets!
Quanto mi costi?

LA SCELTA di allargare la famiglia con un animale da compagnia o da lavoro, è un passo importante che va a gravare sul bilancio economico. Adottare un animale domestico comporta responsabilità, spese di gestione di base e veterinarie
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Un drago barbuto (o pogona)

di Maria Assunta Mandozzi

(medico veterinario)

La scelta di allargare la famiglia con un animale da compagnia o da lavoro è una scelta importante che andrà necessariamente a gravare sul bilancio economico familiare. Come già precisato in altri articoli,  adottare un animale domestico (cane, gatto, tartaruga, pappagallo, serpente, iguana, cincillà, cavia peruviana, ecc..) comporta responsabilità e spese di gestione di base (cibo, lettiere, trasportini, teche, voliere, ecc…) ma anche spese veterinarie routinarie o (troppo spesso) impreviste per problemi di salute che vengono a presentarsi.

Una pogona adulta

La mutua per i nostri pets non esiste quindi tutte le spese gestionali e di salute sono a carico del proprietario detentore che dovrà necessariamente provvedere per il benessere dell’animale (non occuparsi del proprio animale domestico può anche essere perseguibile dalla legge come maltrattamento dello stesso).

Per agevolare in qualche modo il carico delle spese veterinarie e non farlo gravare sul bilancio lo Stato,  da qualche anno, ha introdotto il bonus animali riconosciuto come la detrazione sulle spese veterinarie del 19% su una spesa superiore a 129 euro (franchigia). Per il 2019 la detrazione è su un importo massimo di 387,34 euro mentre per il 2020 l’importo massimo soggetto a detrazione è stato alzato, dalla legge di bilancio,  a 500 euro.

Il bonus animali fa riferimento alle spese veterinarie concernenti visite, interventi chirurgici, analisi emato-biochimiche,  farmaci, ecc… Non  possono essere detratte spese relative al cibo per animali, accessori per animali o ai  trattamenti di toilettatura. Le fatture veterinarie da detrarre non sono cumulabili con le spese sanitarie umane . Le spese veterinarie devono essere indicate all’interno della sezione “altre spese” del modello 730/2020 (rigo E8-E10).

Per poter usufruire della detrazione fiscale si necessita di requisiti specifici per gli animali e per i detentori:

  1. Iscrizione anagrafe regionale – microchip, obbligatoria per cani,  cavalli e gatti ma anche per animali esotici (tartarughe e serpenti),  o autocertificazione  di possesso per gli altri animali da compagnia (cavie, criceti,  conigli nani, pappagalli, ecc…)
  2. Presentazione delle fatture relative alle spese e relativa ricevuta di pagamento. Dall’1 luglio 2020 infatti potranno essere detratte solo le fatture di cui c’è tracciabilità del pagamento (questo significa che  pur avendo una fattura  veterinaria  la stessa potrà essere utilizzata per la detrazione fiscale solo se pagata con bancomat, carta di credito, assegno, bonifico bancario e non sarà deducibile se pagata in contanti!)
  3. Possono beneficiare della detrazione fiscale solo i soggetti che percepiscono un reddito inferiore a 100.000 euro.
  4. Non è possibile portare in detrazione le spese veterinarie sostenute per la cura di animali destinati all’allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare.

Se la detrazione fiscale delle spese veterinarie non fosse sufficiente c’è anche la possibilità di creare un’assicurazione sanitaria per i nostri pets  presso diverse strutture assicurative avendo così la possibilità di offrire le migliori cure al vostro animale da compagnia in caso di ‘incidenti’ di salute.

 

 

 


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