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Lea, Miss Marche a passo di danza
«Mi sono messa alla prova,
mio padre da lassù sarà orgoglioso»

L'INTERVISTA - La bionda sambenedettese, finita sul trono regionale del concorso, si racconta. Dagli studi a Roma alla passione per la zumba fino all'ingresso tra le finaliste di Miss Italia: «Moda, cinema, televisione? Anche chi non ha vinto poi è andata lontano, a 24 anni ci si può provare». Il ricordo del papà Leo

Lea Calvaresi

di Walter Luzi

Bionda e sportiva. Fisico scolpito dalla danza e sorriso di serie. Immancabile. Questa è Lea Calvaresi, la Miss Marche dell’anno del Covid-19. Una sambenedettese sul trono della bellezza regionale dopo quasi un ventennio.

Correva infatti l’anno 2002 dell’epopea d’oro di Miss Italia quando Barbara Poli, battendo dopo le nominations la fermana Silvia Catasta, divenne Miss Marche. Lea aveva solo sei anni allora, e una passione già immensa per la danza.

A dodici si trasferisce, sola con la sua valigia, nella capitale. Tosta la biondina. «A dodici anni mi sono trasferita a Roma – racconta Lea – dove ho frequentato la scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma. Alloggiavo dalle Suore dell’Istituto “San Sisto”, a due passi dalla villa di Alberto Sordi. Ricordo che la finestra del bagno dava proprio sulle Terme di Caracalla. Non ci credevo ogni volta che mi affacciavo ad avere una vista così unica ed esclusiva».

Lea da bambina

Anni di sacrifici e disciplina ferrea. Studi delle Medie e Superiori all’ex Socio pedagogico di Scienze Umane portati avanti fra Roma e Ripatransone.

«Dalle suore si pregava quattro volte al giorno – prosegue Lea – più un ritiro spirituale che un collegio vero e proprio. La scuola paritaria che frequentavo era all’interno dell’Istituto e così uscivamo solo per andare alle lezioni di danza. Ci accompagnava in macchina un autista di fiducia delle suore, ma gli orari di rientro, a sera, erano rigidi. Le nove al massimo. E, ovvio, era severamente vietato uscire dopo cena. Quindi facevamo scuola, danza e studio, scuola danza e studio ogni giorno, ma è stata, comunque, una bella esperienza».

Con la sorella

Suore & Miss. Proprio dalle suore di San Sisto fa un incontro importante. «E’ lì che ho conosciuto Carlotta Maggiorana, la futura Miss Italia 2018. Eravamo vicine di stanza. Ci accomunava la grande passione per la danza e qualche amicizia scoperta in comune. Lei era già introdotta nel mondo dei concorsi di bellezza e dello spettacolo. Quando l’ho vista in tv vincere il titolo nazionale ha fatto venire voglia anche a me di partecipare».

Agli uomini piacciono le bionde. Settant’anni dopo Marilyn Monroe il luogo comune vale ancora. Eccome. Lea ha ventiquattro anni ed ha passato una giornata intera a rispondere ai tanti messaggi di felicitazioni che le sono arrivati.

Lezioni di zumba

Molla, si fa per dire, la danza nel 2015. «Ho iniziato a frequentare la palestra per tenermi in forma – racconta ancora Lea – poi un giorno ho scoperto la zumba. Un insegnante mi ha trasmesso la passione per questa pratica sportiva che mi ha portato a conseguire subito il brevetto di istruttrice. Ho insegnato zumba in diverse palestre di mezza provincia, mentre, parallelamente, terminavo gli studi».

Fitness & musica, sound caraibico, movenze afro, ritmo che cancella sudore e fiatone, adrenalina a palla. Uno dei modi più piacevoli, fra i pochi, per perdere chili e guadagnare autostima. Una moda che impazza soprattutto fra le donne. In fondo è ballo anche questo. La vita per Lea.

Poi arrivano Miss Italia e il titolo di più bella delle Marche. «Sono felicissima per me, ma, lo dico in tutta sincerità, anche dispiaciuta per tutte le altre ragazze. Perchè con il fatto che va in finale una sola miss per ogni regione, con la cancellazione delle pre-finali nessun’altra potrà avere occasione di proseguire in questa bella avventura».

Sambenedettese di nascita, ha abitato a Grottammare fino all’anno scorso, prima di andare a vivere con il fidanzato a Stella di Monsampolo.

Un’estate da Miss. Parla di questa estate passata con Miss Italia, con la P.A.I. del patron Mimmo Del Moro, esclusivista del marchio per Marche e Abruzzo. «E’ un team grandioso – commenta ancora Lea – fanno bene un lavoro non facile perché dietro al palco c’è tanto da lavorare e gestire. Mimmo con Ivria, Tania e tutte le ragazze dell’agenzia sono stati fantastici. Ti fanno sentire a casa, coccolate. Proprio un bell’ambiente che quasi un po’ mi mancherà».

Con la famiglia

Finalissima ancora incerta. Patrizia Mirigliani ha annunciato che negli annali di Miss Italia non potrà esserci una riga vuota nella casella 2020. Quindi con il rispetto delle norme la finale, entro la fine dell’anno, ci sarà. Dove, quando e come si vedrà.

«Sarà più triste e spoglia degli altri anni – osserva Lea – perché solo in venti su quel palco sarà un po’ desolante. Peccato perché quest’anno le ragazze belle e meritevoli erano veramente tante. E poi tutte simpatiche, ognuna con una sua particolarità. Io ho legato di più con Letizia Trivelli e la mia concittadina Rebecca De Cosmis, ma ho spronato tutte le mie compagne di avventura a riprovarci. Perché magari il prossimo anno si potrà tornare alla normalità, e perché una esperienza così non può che lasciarti un bel ricordo».

Con sorella e madre, trio di bellezza

Lea è nata sotto il segno del Toro. Ovvero tenacia, caparbietà, lealtà, pazienza, riflessione prima di ogni azione. Che ti aspetti ora da Miss Italia? «Mi sono messa alla prova – spiega ancora – ma è da vedere fin dove questa esperienza può portarmi nel mondo dello spettacolo. Moda, cinema, televisione, chissà? Anche chi non ha vinto a Miss Italia, poi è andata lontano. A ventiquattro anni ci si può provare, prima di pensare a metter su famiglia».

Leo e Lea. La sorella maggiore Cristiana lavora in una parrucchieria di Grottammare. E’ bella come lei. Merito dei geni trasmessi in blocco da mamma Ivana, barista al Frenk Cafè. Sui ciliegi non possono nascere ghiande. Sangue ceco nelle vene, bionda anche lei, è chiaro, ha tramandato alle figlie tutto il bello, dentro e fuori, lineamenti ed anima, dell’Est.

Arrivò in Italia appena ventenne. Per amore di Leo, un camionista conosciuto a Brno anni prima grazie ad amici comuni. Un grande amore fra i due giovani coronato dal matrimonio e dalla nascita delle due bellissime bimbe.

Con papà Leo

Leo, come ogni buon papà, è cotto per le figlie, e inizia subito a sognare per loro i red carpet e le passerelle. A cominciare da quella di Miss Italia. Perchè no. In fondo, per lui, le sue bimbe sono davvero le più belle del mondo. Lo dice a tutti i parenti e gli amici, in Italia e nella Repubblica Ceca, che un giorno le sue figlie andranno a Miss Italia. Ma il destino è contro. Non riuscirà, purtroppo, a vederle crescere. Non arriverà neppure a ricordarle donne. Perderà prematuramente la vita, nel 2000, in un incidente stradale.

«Io avevo quattro anni, mia sorella nove – ricorda Lea senza spegnere, comunque, mai il suo sorriso – ma il ricordo di quel brutto giorno mi è rimasto impresso nella mente. Come tanti ricordi di papà. E sembrerà strano, perché ero davvero molto piccola. Ho partecipato a Miss Italia soprattutto per lui. Pensando a lui ogni sera, sfilando sul tappeto rosso di quelle passerelle che lui aveva sognato per noi. Perchè ora, lui, lassù, sarà veramente contento. E orgoglioso di me».

Civitanova incorona Lea Calvaresi: è la nuova Miss Marche (Tutte le foto)


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