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Carabinieri, il comandante Niglio
ai saluti: «Esperienza
che ricorderò per sempre»

ASCOLI - Il responsabile del comando provinciale lascia il Piceno dopo tre anni. Andrà a Roma. Apprezzamenti unainimi per il suo operato, sempre disponibile e umano

Dopo 3 anni il colonnello Ciro Niglio, comandante provinciale dei Carabinieri, saluta il Piceno poiché trasferito al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri a Roma quale capo Ufficio Sicurezza.

Ciro Niglio (foto Vagnoni)

Anni intensi, durante i quali i carabinieri hanno continuato a ottenere risultati importanti e riscosso apprezzamenti unanimi, anche grazie alla straordinaria collaborazione istituzionale e alla costante fiducia dei cittadini.

L’operato, nell’ultimo triennio, si è concretizzato con una evidente riduzione dei reati (ben oltre il 20% complessivo, con un picco di – 34% per i furti) e con la risoluzione dei delitti più gravi, visto che sono stati scoperti tutti gli omicidi e i reati più gravi avvenuti sul territorio. Un particolare accenno è stato fatto alle migliaia di autori di reati arrestati o deferiti all’autorità giudiziaria.

«Gli eccellenti risultati raggiunti sono stati possibili grazie al corale impegno di centinaia di carabinieri presenti quotidianamente nei nostri centri e al preziosissimo contributo delle Istituzioni e della cittadinanza alla quale rivolgo sentimenti di più viva riconoscenza per la continua disponibilità avuta nei confronti dell’Arma e mia in particolare. E’ un’esperienza che ricorderò sempre nella mia carriera. Grazie», sono le parole pronunciate da Niglio durante l’addio.

In dettaglio un rinnovato impulso è stato dato alle attività preventive tese a prevenire potenziali infiltrazioni mafiose (i reati spia di questi fenomeni criminali sono molto limitati e in netta riduzione nel triennio 2017-2020; si pensi alle estorsioni che sono state limitate a poche unità e in riduzione del 33% nel triennio).

Un ringraziamento molto particolare è stato fatto alle coraggiose vittime delle violenze di genere (maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e violenze sessuali), che con fiducia hanno denunciato ai Carabinieri, anche grazie all’istituzione di una “stanza dedicata”, intitolata a Melania Rea.


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