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L’opera raffigurante Santa Lucia
torna a Venarotta

VENAROTTA - Databile 1833 scomparve circa 60 anni fa dalla chiesa dell'Annunziata di Cepparano. Ritrovata dai Carabinieri in un'abitazione privata di Fermo, ora viene affidata alla chiesa parrocchiale in attesa di tornare nel suo luogo d'origine

Dopo oltre 60 anni, l’opera raffigurante Santa Lucia sarà restituita alla sua comunità. Domenica 20 settembre, alle ore 18 l tenente colonnello Carmelo Grasso, comandante del Nucleo TPC di Ancona, e il tenente colonnello Maurizio Biancucci, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Ascoli, affideranno l’olio su tela (cm 90×65) a don Umberto Puglia nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Venarotta.

L’opera, databile intorno al 1833, venne rubata tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60 nella chiesa della Santissima Annunziata di Cepparano (frazione di Venarotta, oggi inagibile a causa del terremoto del 2016), ma nessuno ne denunciò la scomparsa.

Le ricerche negli archivi parrocchiali, le testimonianze dei fedeli e la divulgazione della foto dell’opera sui giornali e le televisioni ,  hanno permesso ai Carabinieri di ricostruire il percorso di Santa Lucia, ritrovata in un’abitazione privata in provincia di Fermo dai Carabinieri del Nucleo TPC di Ancona e delle Stazioni di Monterubbiano (Fermo) e Venarotta.

I “tagli” effettuati sui lati della tela mostrano in modo evidente l’asportazione dalla cornice originaria. Nell’archivio della Confraternita Del sacramento di Venarotta è stato trovato un documento  del 1833  ove veniva dato incarico ad un pittore di Ascoli Piceno tale “Rinaldo” per l’esecuzione del dipinto di Santa Lucia per una spesa di due scudi.  Inoltre nella chiesa è presente un antico affresco  raffigurante Santa Lucia e  non è da escludere che il dipinto fu commissionato  per  preservare la memoria di quell’affresco che si stava deteriorando.  Inoltre delle allora ragazze e oggi signore ottantenni  ricordavano perfettamente quel quadro posto  in corrispondenza delle scale che portavano alla cripta, in quanto la madre  che aveva una sorella non vedente pregava quell’immagine della martire siracusana.

Valido aiuto alle indagini è stato fornito dalla consultazione della pubblicazione “Linee guida per la tutela dei beni culturali ecclesiastici”, realizzata nel 2014 nell’ambito della collaborazione tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, l’Arma dei Carabinieri e la Conferenza Episcopale Italiana, che concilia le esigenze di protezione dei beni ecclesiastici, colpiti spesso da azioni criminose, e quelle devozionali.

Secondo le disposizioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo, l’opera sarà restaurata e custodita nella chiesa parrocchiale di Venarotta in attesa di tornare al suo luogo di origine, la Chiesa della Santissima Annunziata.


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