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Prorogata fino al 18 ottobre
la mostra al Forte Malatesta,
il 10 presentazione
del libro di Venturelli

ASCOLI - L'artista racconterà il libro-catalogo "Gli amici del criminale Cesare Battisti" che ha dato anche il titolo all'esposizione. Interverranno Stefano Papetti, Michele Fuoco giornalista e critico d’arte e l’Amministrazione comunale di Ascoli

 

Il 10 ottobre il forte Malatesta di Ascoli ospiterà – in prima nazionale – la presentazione del libro-catalogo “Gli amici del criminale Cesare Battisti”,  una raccolta di tutte le immagini delle opere dedicate agli amici del criminale e le riflessioni che hanno portato il maestro Adriano Venturelli a schierarsi dalla parte delle vittime e dei loro famigliari.

Saranno presenti, oltre a Venturelli, Stefano Papetti, Michele Fuoco giornalista e critico d’arte e l’Amministrazione comunale di Ascoli.

Il Forte Malatesta

L’evento è inserito nella mostra, personale dell’artista modenese Venturelli che, inaugurata lo scorso 4 settembre, sarà prorogata fino al 18 ottobre 2020.

Ad oggi moltissime persone si sono recate a visitare l’esposizione di una trentina di tele di grandi dimensioni alle quali Venturelli lavora da un decennio, incentrando la propria ricerca pittorica a personaggi «che – dice l’artista – con il loro potere hanno offerto protezione a Battisti».

Il rosso come colore dominante, un timbro a dedicare, simbolicamente, ogni tela a un amico del criminale. Da Francois Mitterand a Roberto Saviano, dall’ex presidente brasiliano Lula a Carla Bruni, la lista degli “amici” è lunga e variegata, compilata da Venturelli nel tentativo di dare una risposta, attraverso la ricerca artistica, «all’arroganza di quanti, con il loro sapere e la loro influenza sociale, mistificano la realtà e hanno offerto protezione a Cesare Battisti».

«Ho deciso – spiega Venturelli – di raccontare la mia storia di uomo e di artista, affinché tutte le persone che avranno modo di leggere questo libro e di vedere le mie opere esposte nel mondo possano comprendere il perché mi sono schierato dalla parte delle vittime e dei loro famigliari.

Sono convinto che molti di questi “cattivi maestri” abbiano in fondo capito, che l’essersi schierati dalla parte sbagliata sia stato un grande errore, ma che mai pubblicamente avranno il coraggio di chiedere scusa a coloro che tanto hanno sofferto, nonostante Cesare Battisti abbia confessato i suoi reati nel 2019.

Gli altri con il tempo (il tempo è galantuomo) chiederanno scusa, perché il senso di colpa sarà più forte della loro ideologia.

Il timbro da me utilizzato resterà indelebile nella storia per l’eternità e così questi personaggi saranno ricordati come coloro che hanno sostenuto un criminale».


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