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Un posto a tavola per gli anziani:
quando l’età avanza per cani e gatti

PILLOLE VETERINARIE - Come per gli umani, con l’invecchiamento iniziano a verificarsi  diversi processi biologici che alterano le normali capacità fisiologiche. Lo scopo di una dieta idonea ha l’obiettivo di migliorare l’aspettativa di vita da un lato e rallentare i processi di invecchiamento organico e metabolico dall’altro

di Maria Assunta Mandozzi

(medico veterinario)

L’alimentazione del soggetto animale geriatrico interessa molto i proprietari in quanto, oltre ad essere aumentata la popolazione canina e felina anziana (grazie ad un ottima gestione alimentare giovanile e di mantenimento), si hanno molte più conoscenze riguardo alle alterazioni anatomiche e fisiologiche legate all’invecchiamento. Queste conoscenze ci permettono di sopperire alle carenze e di somministrare elementi nutrizionali essenziali.

Ma da che età un cane o un gatto si definisce anziano? Nel gatto l’età geriatrica è considerata tra i 10-12 anni. Per il cane è variabile in funzione della taglia. Nei cani di peso inferiore ai 10 kg l’inizio dell’età geriatrica è intorno ai 9-10 anni, per quelli di taglia media (11-25 kg) si aggira tra i 7-9 anni, per i cani sopra ai 25 kg ha inizio verso i 6 anni di età.

Come per noi umani con l’invecchiamento iniziano a verificarsi  diversi processi biologici che alterano le normali capacità fisiologiche  del soggetto.

  1. Il metabolismo basale rallenta e si riduce la produzione di cellule giovani: ne consegue una tendenza al sovrappeso e all’invecchiamento anche degli organi  con maggiore  frequenza di patologie cliniche   (mal digestione, stipsi, paradontiti, miocardiopatie, prostatite, incontinenza, cataratta, glaucoma, artrosi, ecc..).
  2. Si ha maggiore disidratazione (perdita di elasticità della cute, diradamento e secchezza del pelo).
  3. Depressione variabile di alcuni sistemi (immunitario, neuroendocrino).4
  4. Riduzione delle capacità sensoriali (riduzione dell’olfatto, sordità, riduzione del gusto)

Lo scopo di una dieta idonea per un soggetto anziano ha l’obbiettivo di migliorare l’aspettativa di vita del soggetto da un lato  (migliorandone anche la qualità) e rallentare i processi di invecchiamento organico e metabolico dall’altro. Un’alimentazione specificatamente studiata permette oltremodo di controllare lo sviluppo di malattie geriatriche (insufficienza renale (molto frequente nel gatto anziano), diabete,  iper o ipo-tiroidismo, Morbo di Cushing, ecc..).

Tenuto conto delle alterazioni sopra citate, l’alimentazione di un soggetto anziano dovrà tenere conto di 4 punti fondamentali: Dovrà  essere molto appetibile e facilmente masticabile, ricca di fibre per favorire la peristalsi intestinale e tenere sotto controllo il peso corpore, dovrà contenere aminoacidi, vitamine e minerali specifici (triptofano, arginina, l-carnitina, vit.A, vit E, cromo, fosforo e sodio), dovrà contenere acidi grassi omega-3 (riducono gli stati infiammatori) e omega-6  (ottimi per la salute di cute e pelo).

Anche in questo caso il proprietario potrà scegliere tra una dieta commerciale (già bilanciata e formulata in funzione delle necessità del soggetto) oppure optare per una dieta casalinga che sarà formulata da un veterinario nutrizionista.

Una volta scelta una  dieta specifica e  idonea per il nostro pet anziano non rimane che la gestione giornaliera. È infatti fondamentale oltre ad un’alimentazione adeguata mantenere un esercizio fisico giornaliero costante, dividere la razione in 3 o 4 pasti giornalieri (per migliorare l’assorbimento e la digestione), acqua fresca sempre a disposizione e misurabile ( per stabilire un’eventuale poliuria) e controllo e visite veterinarie routinarie (controllo dei denti, della deambulazione, del sistema neurologico, analisi emato-biochimiche generali).

 

 

 

 

 

 

 


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