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Bertotto dopo i brividi:
«Potevamo chiuderla prima,
nel finale eravamo stanchi»

SERIE B - Prima vittoria in campionato col ritorno contingentato dei tifosi: «Abbiamo finalizzato molto meno di quanto riusciamo a creare. Nelle passate settimane non riuscivamo a vivere il pathos con la gente, questo è l’essenza del nostro lavoro»

di Claudio Romanucci

Al “Del Duca” è più facile ammalarsi di cuore che di Covid. Nel giorno del ritorno dei tifosi dopo mesi di “porte chiuse” causa pandemia l’Ascoli riesce a complicarsi la vita in una gara condotta per da metà primo tempo col doppio vantaggio e dando in più di una occasione l’impressione di poterla chiudere col tris. I brividi del finale col 2-1 di Mazzocchi al 90’ e la provvidenziale quanto giusta segnalazione di fuorigioco a Marchi al 3’ di recupero nell’azione del possibile pari hanno portato a rivedere le valutazioni sulla prima gioia in campionato del nuovo corso.

Per poco la Reggiana non firmava un altro atroce ribaltone per l’Ascoli, dopo una gara complessivamente modesta per i granata, priva di interessanti spunti ma ricca di falli e cartellini (7 gialli ed un rosso dalla panchina).

Bertotto

Il tecnico Valerio Bertotto, nel dopogara, ha parlato di una «vittoria meritata per un gruppo che lavora insieme da poco ma lo fa molto bene». Sul finale thrilling «i ragazzi devono migliorare sotto questo aspetto ma non ho notato cali di concentrazione. Il percorso di crescita non può essere repentino, la stanchezza potrebbe aver inciso facendo calare l’aggressività per tenere l’avversario a distanza. Nel complesso abbiamo finalizzato molto meno di quanto riusciamo a creare. Nel primo tempo potevamo chiudere la partita, questo non è un dato positivo. Dobbiamo arrivare a non vivere questi finali, abbiamo concesso tanto nella qualità delle uscite, che sono state un po’ farraginose».

Sui singoli «Saric è un ragazzo che è al primo anno di B ma ha qualità importanti, per mille motivi è necessario che sia impiegato in quella zona di campo. Sabiri è completo, può giocare in più ruoli, lo ha dimostrato a Frosinone. La nostra difesa passa a tre in fase di sviluppo di azione, Kragl diventa quinto o un quarto esterno alto. Credo che lui sta facendo molto bene: non è un problema la sua posizione, può diventarlo in rendimento. Sono contento di lui. Il ritorno del pubblico, seppur parziale, è stato caloroso e rumoroso. Nelle passate settimane non riuscivamo a vivere il pathos con la gente, questo è l’essenza del nostro lavoro. Speriamo davvero che in futuro si possano avere più persone».

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