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Calvario sulla “Castignanese”:
l’ira del sindaco Polini

CASTIGNANO - C'è una bretella ma non è mai entrata in funzione. Il sindaco: «Un danno enorme per il territorio. Penso che l'Anas sia scettica sulla tenuta della deviazione a livello idrogeologico e che stiano pensando di utilizzare una strada rurale di 70 metri»
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Il cantiere sulla Castignanese

di Simone Corradetti
Oltre ai problemi legati all’emergenza Coronavirus e alla ricostruzione post terremoto, continua il calvario sulla strada provinciale “Castignanese”, chiusa ormai dallo scorso giugno, e mai riaperta al traffico.
Lungo il cantiere di proprietà dell’Anas, è stata fatta una bretella provvisoria, dove vengono segnalati gli impianti semaforici a senso unico alternato, ma mai entrata in funzione finora.
Molti i disagi per i residenti, i pendolari e gli studenti, costretti ad utilizzare strade alternative, come le provinciali “San Venanzo”“Valtesino”, e “Mezzina”.
Quest’ultima, già teatro di numerosi sinistri stradali gravi, e purtroppo anche mortali. Non si capisce come mai i vertici dell’Anas, non abbiano ancora trovato una soluzione per rispristinare la circolazione degli autoveicoli. Oltre all’incredulità dei cittadini, si aggiunge anche quella del sindaco di Castignano Fabio Polini.
«Da quello che ho potuto capire io – ha affermato – l’Anas sta valutando di utilizzare come alternativa all’attuale bretella mai entrata in funzione, una strada rurale comunale di 70 metri, utilizzata finora dai mezzi agricoli.
Per diventare plausibile questa ipotesi, la stradina avrebbe bisogno di una messa in sicurezza che permetterebbe soltanto alle macchine, e non ai mezzi pesanti, di superare il cantiere tra Offida e Castignano.
Penso che i tecnici dell’Anas – aggiunge – siano scettici sulla tenuta dell’attuale bretella a livello idrogeologico.
Finora ho sempre sollecitato le autorità preposte per una veloce risoluzione del problema, ma con scarsi risultati.
Un danno enorme per il territorio, e per le nostre attività commerciali, già penalizzate dall’emergenza sanitaria, e dalla ricostruzione che tarda ad arrivare.
Auspico – conclude categorico – che il governo centrale faccia un vero e proprio snellimento burocratico sulle pratiche della ricostruzione, mettendo nero su bianco le proposte dei sindaci che hanno il contatto diretto con i territori».

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